Dal quotidiano Il Centro 29.05.2009
La Provincia detta le linee guida per lo smaltimento delle macerie
L’AQUILA. «I sindaci saranno il presidio permanente nel territorio contro le possibili infiltrazioni della malavita organizzata». Così Michele Fina, assessore all’Ambiente della Provincia dell’Aquila, ha esordito nell’incontro con i sindaci del cratere convocato per decidere come gestire le macerie derivanti dal crollo degli edifici pubblici e privati danneggiati dal sisma del 6 aprile 2009.
«Saremo al fianco del prefetto e delle forze di polizia nel respingere ogni attenzione delle organizzazioni criminali verso “gli affari” del terremoto», ha detto Fina, sottolineando come «i sindaci hanno il compito, tra le altre cose, di individuare ditte specializzate per il trattamento di questa tipologia di rifiuti. Dovranno essere privilegiate le ditte abruzzesi e bisognerà vigilare, nell’assegnazione degli appalti, sulle collaborazioni con altre ditte, le quali dovranno essere più che limpide e trasparenti». Con il supporto tecnico del dirigente del settore Politiche Ambientali della Provincia Francesco Bonanni e di Maria Stagnini, si è poi aperto il confronto sul documento contenente le linee guida, redatto dal gruppo di lavoro costituito dal settore Politiche Ambientali della Provincia e dall’Arta Abruzzo, per fronteggiare l’emergenza e gestire al meglio le aree di deposito temporaneo rifiuti.
Nelle linee guida si specifica che i siti di deposito devono essere allestiti nel rispetto delle norme vigenti, soprattutto in materia sanitaria e ambientale. Dovranno anche essere dotati, oltre che di servizi, anche di un sistema di rilevazione di radioattività, di un’idonea impermeabilizzazione del terreno, di un impianto antincendio, di una barriera esterna per minimizzare l’impatto visivo dell’impianto. I siti di deposito saranno chiusi solo al termine dello stato di emergenza. Nei siti le macerie verranno separate e si procederà alla classificazione delle diverse tipologie di materiali. Il deposito avrà una durata di tre mesi, inoltre la frazione organica umida sarà smaltita entro 72 ore al fine di evitare l’emissione di cattivi odori.
«E’ importante accelerare l’individuazione dei siti di stoccaggio temporaneo», ha detto Fina. «Nel corso della riunione è emersa l’opportunità di realizzare siti per unioni di Comuni, al fine di garantire il massimo rispetto, anche se in emergenza, delle norme in materia. Un’attenzione particolare è necessaria sia per la gestione delle macerie contenenti amianto, onde evitare la dispersione delle fibre, sia nella rimozione e gestione dei materiali derivanti dai crolli di edifici di interesse culturale, per i quali darà indicazioni la Sovrintendenza ai Beni culturali»
venerdì 29 maggio 2009
Affare rifiuti, i sindaci devono vigilare
lunedì 30 marzo 2009
Nell’ambito delle iniziative informative messe in atto dal Comitato Piani Palentini nel territorio della Marsica circa la realizzazione della mega-discarica “Trasolero” in Corcumello, Domenica 5 Aprile, presso la Sala del Consiglio Comunale di Tagliacozzo, si è svolto l’incontro sul tema “Rifiuti Zero - Produrne meno, riciclarli tutti” che ha avuto come ospite centrale il Prof. Paul Connett, “Guru” mondiale della filosofia “RIFIUTI ZERO”.L'incontro segue quelli già svolti nelle settimane precedenti e su temi analoghi a Corcumello, Cese, Capistrello e Scurcola ed ha avuto come obiettivo quello di informare sulle ricadute ambientali, economiche e di salute pubblica, non da altri evidenziate, indotte dalla realizzazione di tale progetto; naturalmente il comitato ripropone il tema delle “concrete possibili alternative” al mero accumulo in discarica di indistinti Rifiuti Solidi Urbani, tutte incentrate sulla strategia “Zero Waste” (Rifiuti Zero).
Non moltissimi i presenti nella bella sala anche a causa della non felice collocazione oraria (le 15:30 di domenica pomeriggio) e ad un “acquazzone” che certo non ha invogliato ad uscir di casa, ma comunque abbastanza numerosi (50-60 persone) ed interessati; qualcuno proveniva anche da città non vicinissime (c’è chi è venuto appositamente anche da Rieti e dall’Aquila).
Conduttore dell’incontro è stato Domenico Balestra (membro del comitato); il Sindaco di Tagliacozzo Dino Rossi ha fatto gli onori di casa ed ha illustrato come la sua amministrazione sia stata sempre preoccupata ed attenta al tema “Gestione Rifiuti” sia per gli aspetti economici, sia per l’incompatibilità che una gestione “disinvolta” (e disseminata di “micro-discariche”) può avere con un paese a vocazione turistica quale Tagliacozzo. Il Sindaco Rossi, che ha accolto positivamente l’iniziativa del comitato, ha nell’occasione annunciato che la SEGEN, di cui il comune di Tagliacozzo è uno dei principali azionisti, attiverà entro la primavera 2009 nel suo comune un progetto di raccolta differenziata porta-a-porta. Ad alcuni “raccolta differenziata porta-a-porta” (Tagliacozzo) e ad altri “discarica” (Corcumello)!
Interessante l’intervento di Massimo De Maio, presidente di Fare Verde Onlus e consigliere di Decrescita Felice, sul tema “Buone pratiche per ridurre da subito i rifiuti urbani”. De Maio ha fornito molti consigli pratici, ad esempio, sull’alternativa ai cartoni e cartoni di bottiglie di acqua minerale che portiamo prima in casa e poi in discarica (le quali potrebbero essere sostituite con “brocche con filtro”, più economiche e salutari) e, in buona sostanza, ha suggerito l’utilizzo di oggetti riciclabili/riutilizzabili già dal momento della scelta e dell’acquisto, evitando per quanto possibile, il ricorso al dispendioso e dannoso ”Usa e Getta”.
Senza mai dimenticare il progetto di mega discarica “Trasolero”, sono state poi illustrate in sala tutte le obiezioni note e presentate alla Regione Abruzzo nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale e tutt’ora in corso di svolgimento: le cinque presentate dal comitato stesso, le nove predisposte da Legambiente Abruzzo e le quattro inoltrate da privati cittadini; emozionante per alcuni la lettura di queste ultime improntate anche all’effetto sociale ed emotivo che avrebbe la realizzazione dell’enorme discarica sulla vita del piccolo centro di Corcumello.
Paul Connett ha poi fatto l’intervento “clou” della giornata, premettendo che ama l’Italia tantoche, anche grazie all’associazione “Ambiente Futuro”, è ormai al suo quarantesimo tour di conferenze nel nostro paese.
Con simpatia e comunicatività (nonostante la barriera della “lingua” superata grazie all’ottima traduzione simultanea di Romana Rubeo), ha spiegato il suo punto di vista: gli americani consumano come se avessero 4 pianeti a disposizione, gli europei come se ne avessero 2 e l’estremo oriente (Cina in testa) sta cercando di imitarli. Dobbiamo cambiare modello e con la strategia "Rifiuti zero" si può fare, è la sfida del ventunesimo secolo. Però per invertire la tendenza "monnezzara" è necessario che i cittadini acquisiscano coscienza della loro responsabilità personale (sono le loro mani che possono trasformare i Rifiuti in Risorse), che ci sia una buona leadership politica che consideri gli amministrati amici, alleati e non nemici da tenere a bada, e che l'industria consideri i processi di progettazione e produzione a "tutto tondo", comprendendo anche le fasi di de-costruzione e riciclo-riutilizzo totale delle materie prima; l'indice delle industrie che faranno buona progettazione sarà quello di non avere "parte residua", cioè nulla da sotterrare-incenerire. Solo chi perderebbe guadagni e potere ostacola la diffusione della verità, delle notizie, della conoscenza. Lo ha dimostrato con qualche cifra che questo approccio è l'unico, anche economicamente, sostenibile per le generazioni future. Ha ricordato numerosi esempi virtuosi, anche in Italia, in comuni del napoletano, dove in soli tre mesi si è riusciti ad arrivare al 60-70% di raccolta differenziata e naturalmente San Francisco che ha l'obiettivo ambizioso di arrivare nel 2025 a rifiuti zero, ovvero riciclo totale.
Nel corso del’intervento ha fatto anche un breve accenno all’“inganno” del CIP6, grazie al quale in Italia le entrate di questa tassa sull’energia elettrica non sono state utilizzate per individuare fonti energetiche alternative, ma per finanziare inceneritori. E come dice qualcuno, se prima eravamo in 27 a sapere questo, ora ci sono una cinquantina di persone in più che sanno.
In coda alcuni interventi del pubblico curioso di verificare se si sta veramente iniziando un nuovo “ciclo virtuoso”, se abbiamo buoni rapporti con la classe politica e su quali sono le differenze tra USA e Italia; risposte fiduciose più che pratiche alle prime domande, mentre Paul Connett risponde che grazie alle dimensioni ed alla maggiore omogeneità dell’Italia forse sarà più facile per noi imboccare la buona strada.
Domenica quindi memorabile anche perché alle 3,33’ della notte il forte sisma dell’Aquila ci ha bruscamente ricordato che questa terra ha anche tanti altri problemi da risolvere …. ma è un’altra storia; maledetta domenica, mi sarebbe bastata ricordarla come il giorno in cui abbiamo fatto amicizia con Paul.
Roberto
N.B.: il video dell’incontro è raggiungibile in coda al BLOG Piani Palentini
Note Biografiche
PAUL CONNET
Professore di chimica alla Università St. Lawrence di Canton nello stato di New York dove insegna chimica generale, chimica ambientale e tossicologia.
Oltre a svolgere l'insegnamento Connet ha posto al servizio di comitati ed associazioni le proprie competenze divulgando l'informazione scientifica attorno ai problemi sanitari provocati dagli inceneritori.
Le sue ricerche sulla riduzione, il riciclaggio e la gestione dei rifiuti lo hanno portato a tenere più di 1800 conferenze e seminari in 49 atati degli U.S.A. ed in 46 paesi di tutti i continenti.Invece sulle questioni riguardanti la gestione dei rifiuti oltre a pubblicare numerosi contributi e' coeditore insieme alla moglie Ellen della Newsletter settimanale "Waste Not".
mercoledì 25 marzo 2009
Acerra: Legambiente, emergenza non si può risolvere così
(ANSA) - ROMA, 25 MAR - "Con l'inaugurazione di Acerra, il governo Berlusconi non pensi di adottare la soluzione degli inceneritori per affrontare l'emergenza rifiuti in Italia". Cosi' Legambiente commenta l'attivazione del primo termovalorizzatore della Campania che domani verra' inaugurato ad Acerra. "E' assurdo pensare di risolvere il problema rifiuti in Campania, programmando di realizzare ben 5 impianti di incenerimento, ai quali e' stato garantito il beneficio del CIP6 in palese infrazione con la normativa europea", hanno detto Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente e Michele Buonuomo, presidente di Legambiente Campania. "Per risolvere quest'emergenza - viene sottolineato - occorre molto piu' banalmente applicare il principio della gestione integrata, in cui il recupero energetico dei rifiuti non altrimenti riciclabili e' solo l'ultima opzione, prima dello smaltimento in discarica. In una regione notoriamente colpita dalla gestione illegale di rifiuti con gravi conseguenze sull'ambiente e sulla salute dei cittadini chiediamo, pertanto, la massima attenzione nella gestione dell'impianto di Acerra e rigorosi controlli sui rifiuti conferiti, le emissioni in atmosfera e lo smaltimento dei residui dell'incerimento"
25/03/2009 16:17
25/03/2009 16:17
mercoledì 18 marzo 2009
La discarica di Cerratina, la posizione del Comune di Mozzagrogna e quella dell'assessore regionale Daniela Stati
Dal quotidiano Il Centro del 18/03/2009, due notizie collegate sulla vicenda della discarica di Cerratina, in provincia di Chieti: la posizione assunta dal Comune di Mozzagrogna e quella, emblematica per ciò che potrà essere l'atteggiamento futuro della Regione Abruzzo, dell'assessore regionale Daniela Stati.
«Discarica inquinata, ora basta»
Mozzagrogna alla guerra dei rifiuti dopo le analisi Arta
Delibera del consiglio comunale Rilevate sostanze velenose in una falda sotto Cerratina
MOZZAGROGNA. Sono due le cattive notizie che riguardano la discarica di Cerratina. La prima è che c’è una falda acquifera che interessa l’invaso; la seconda è che è inquinata di sostanze “particolarmente pericolose e cancerogene”. L’analisi viene dritta dall’Arta (l’Azienda regionale per la tutela ambientale) che ha effettuato monitoraggi dal 2006 al 2008. I risultati dei rilievi li ha chiesti il sindaco di Mozzagrogna, Giuseppe Bussolo, da sempre contrario all’ampliamento della discarica che lambisce il suo comune. Un “no” che è sfociato in una delibera comunale con la quale il paese si oppone ancora una volta all’arrivo di rifiuti extra-consortili e al recupero delle volumetrie. Alla Regione, alla Provincia, alla Asl e al Consorzio comprensoriale dei rifiuti, Mozzagrogna spiega una volta per tutte che è giunta l’ora di togliersi di dosso l’etichetta di “paese della discarica più grande d’Abruzzo”.
Cerratina è inquinata. Al sindaco di Mozzagrogna, che lo sosteneva da sempre, ci sono voluti tre mesi per ottenere i risultati dell’Arta, l’agenzia regionale per la tutela dell’ ambiente. «Nell’area della discarica di Cerratina», recita la sintesi delle analisi, «si evidenzia la presenza di una vera e propria falda anche se di piccolo spessore che interessa parte dell’invaso».
Non si tratta più di “acque di ruscellamento come venivano definite le acque nella documentazione del piano di adeguamento presentato dal gestore della discarica”, scrive l’Arta in una nota.
La falda acquifera esiste. Ed è inquinata. Perché, come accertato dai monitoraggi sono stati riscontrati diversi inquinanti. Alcuni superano le soglie di contaminazione. Si tratta di metalli e solventi clorurati che interessano addirittura “superamenti importanti”.
I veleni. In gergo si chiamano benzene, dicloroetilene, cloruro di vinile, dicloropropano. In parole povere significano veleno. Perchè come nel caso del cloruro di vinile, rilevato in diverse campagne di monitoraggio - dall’aprile 2006 all’aprile 2008 - si parla di una sostanza che risulta essere “particolarmente pericolosa e cancerogena”.
L’Arta lo ha scritto nel suo rapporto, che si conclude con una sintesi lapidaria: “Si ritiene che qualsiasi ipotesi di ampliamento della discarica non possa prescindere: A) dalla presenza della falda acquifera e B) dal sito potenzialmente contaminato.
Lo stop. Di qui la reazione del sindaco Giuseppe Bussolo che ha subito convocato il consiglio comunale e fatto emettere la delibera che si oppone all’arrivo di rifiuti extraconsortili e al recupero della volumetria.
«Cerratina non solo sta continuando ad accettare i rifiuti al di fuori della provincia di Chieti», sottolinea Bussolo, «ma è inquinata. Che cosa avverrà quando in futuro arriveranno tonnelate di altri rifiuti?».
Spazi contesi. Le volumetrie da recuperare sono 700mila metri cubi approvati da una delibera provinciale del novembre 2008. Dei consiglieri presenti, 17 si sono espressi favorevoli, uno si è astenuto, e quattro hanno votato contro (Verdi e Rifondazione). Nell’assemblea dei soci (53 Comuni-soci) del Consorzio di smaltimento dei rifiuti dell’ottobre 2008 solo due sindaci si erano espressi contrari all’aumento delle volumentrie, Bussolo e Filippo Paolini (Pdl), sindaco di Lanciano. E’ di pochi giorni fa la delibera del comune di Mozzagrogna. «La invieremo per conoscenza a Regione, Provincia, consorzio rifiuti, tutti i sindaci dei Comuni consorziati, Asl e istituto Mario Negri», conclude il combattivo Bussolo. Detto e fatto.
Nella nota viene sottolineato come gli esiti del monitoraggio eseguito dall’Arta evidenzino la presenza di “diversi inquinanti in falda, con superamento delle concentrazioni-soglia di contaminazione di alcuni di questi inquinanti che risultano essere pericoloso e cancerogeno”.
Per Mozzagrogna ci sono tutte le condizioni per dire basta. Dopo anni di proteste, di via-vai di camion di rifiuti e di accordi che le sono spesso passati sopra, adesso in ballo ci sono i veleni accertati dall’Arta.
Daria De Laurentiis
La giunta regionale tira dritto via libera all’ampliamento
L’AQUILA. La giunta regionale ha approvato il provvedimento che contiene le disposizioni per il recupero delle volumetrie delle discariche provinciali di Chieti, come chiedevano i sindaci del consorzio intercomunale di Lanciano, per l’impianto di «Cerratina». Toccherà alla Provincia validare le volumetrie effettivamente utilizzate per gli scopi di sussidiarietà extraterritoriale e le proposte di recupero volumetrico saranno approvate per lotti funzionali, con previsioni su base quinquennale delle esigenze dei comuni del consorzio. «In questi anni - ha spiegato l’assessore region ale all’ambiente Daniela Stati - alcune discariche del Chietino hanno avuto, e continuano ad avere, un prezioso ruolo di “assistenza” nei confronti delle altre realtà, contribuendo a evitare nella nostra regione gravi emergenze ambientali nel settore dello smaltimento dei rifiuti. Inoltre - ha concluso l’assessore - nel provvedimento é stata inserita una ulteriore condizione alla quale i gestori, per recuperare le volumetrie richieste, dovranno adeguarsi, vale a dire la presentazione di programmi di potenziamento della raccolta differenziata, sulla quale si gioca la partita del futuro».
«Discarica inquinata, ora basta»
Mozzagrogna alla guerra dei rifiuti dopo le analisi Arta
Delibera del consiglio comunale Rilevate sostanze velenose in una falda sotto Cerratina
MOZZAGROGNA. Sono due le cattive notizie che riguardano la discarica di Cerratina. La prima è che c’è una falda acquifera che interessa l’invaso; la seconda è che è inquinata di sostanze “particolarmente pericolose e cancerogene”. L’analisi viene dritta dall’Arta (l’Azienda regionale per la tutela ambientale) che ha effettuato monitoraggi dal 2006 al 2008. I risultati dei rilievi li ha chiesti il sindaco di Mozzagrogna, Giuseppe Bussolo, da sempre contrario all’ampliamento della discarica che lambisce il suo comune. Un “no” che è sfociato in una delibera comunale con la quale il paese si oppone ancora una volta all’arrivo di rifiuti extra-consortili e al recupero delle volumetrie. Alla Regione, alla Provincia, alla Asl e al Consorzio comprensoriale dei rifiuti, Mozzagrogna spiega una volta per tutte che è giunta l’ora di togliersi di dosso l’etichetta di “paese della discarica più grande d’Abruzzo”.
Cerratina è inquinata. Al sindaco di Mozzagrogna, che lo sosteneva da sempre, ci sono voluti tre mesi per ottenere i risultati dell’Arta, l’agenzia regionale per la tutela dell’ ambiente. «Nell’area della discarica di Cerratina», recita la sintesi delle analisi, «si evidenzia la presenza di una vera e propria falda anche se di piccolo spessore che interessa parte dell’invaso».
Non si tratta più di “acque di ruscellamento come venivano definite le acque nella documentazione del piano di adeguamento presentato dal gestore della discarica”, scrive l’Arta in una nota.
La falda acquifera esiste. Ed è inquinata. Perché, come accertato dai monitoraggi sono stati riscontrati diversi inquinanti. Alcuni superano le soglie di contaminazione. Si tratta di metalli e solventi clorurati che interessano addirittura “superamenti importanti”.
I veleni. In gergo si chiamano benzene, dicloroetilene, cloruro di vinile, dicloropropano. In parole povere significano veleno. Perchè come nel caso del cloruro di vinile, rilevato in diverse campagne di monitoraggio - dall’aprile 2006 all’aprile 2008 - si parla di una sostanza che risulta essere “particolarmente pericolosa e cancerogena”.
L’Arta lo ha scritto nel suo rapporto, che si conclude con una sintesi lapidaria: “Si ritiene che qualsiasi ipotesi di ampliamento della discarica non possa prescindere: A) dalla presenza della falda acquifera e B) dal sito potenzialmente contaminato.
Lo stop. Di qui la reazione del sindaco Giuseppe Bussolo che ha subito convocato il consiglio comunale e fatto emettere la delibera che si oppone all’arrivo di rifiuti extraconsortili e al recupero della volumetria.
«Cerratina non solo sta continuando ad accettare i rifiuti al di fuori della provincia di Chieti», sottolinea Bussolo, «ma è inquinata. Che cosa avverrà quando in futuro arriveranno tonnelate di altri rifiuti?».
Spazi contesi. Le volumetrie da recuperare sono 700mila metri cubi approvati da una delibera provinciale del novembre 2008. Dei consiglieri presenti, 17 si sono espressi favorevoli, uno si è astenuto, e quattro hanno votato contro (Verdi e Rifondazione). Nell’assemblea dei soci (53 Comuni-soci) del Consorzio di smaltimento dei rifiuti dell’ottobre 2008 solo due sindaci si erano espressi contrari all’aumento delle volumentrie, Bussolo e Filippo Paolini (Pdl), sindaco di Lanciano. E’ di pochi giorni fa la delibera del comune di Mozzagrogna. «La invieremo per conoscenza a Regione, Provincia, consorzio rifiuti, tutti i sindaci dei Comuni consorziati, Asl e istituto Mario Negri», conclude il combattivo Bussolo. Detto e fatto.
Nella nota viene sottolineato come gli esiti del monitoraggio eseguito dall’Arta evidenzino la presenza di “diversi inquinanti in falda, con superamento delle concentrazioni-soglia di contaminazione di alcuni di questi inquinanti che risultano essere pericoloso e cancerogeno”.
Per Mozzagrogna ci sono tutte le condizioni per dire basta. Dopo anni di proteste, di via-vai di camion di rifiuti e di accordi che le sono spesso passati sopra, adesso in ballo ci sono i veleni accertati dall’Arta.
Daria De Laurentiis
La giunta regionale tira dritto via libera all’ampliamento
L’AQUILA. La giunta regionale ha approvato il provvedimento che contiene le disposizioni per il recupero delle volumetrie delle discariche provinciali di Chieti, come chiedevano i sindaci del consorzio intercomunale di Lanciano, per l’impianto di «Cerratina». Toccherà alla Provincia validare le volumetrie effettivamente utilizzate per gli scopi di sussidiarietà extraterritoriale e le proposte di recupero volumetrico saranno approvate per lotti funzionali, con previsioni su base quinquennale delle esigenze dei comuni del consorzio. «In questi anni - ha spiegato l’assessore region ale all’ambiente Daniela Stati - alcune discariche del Chietino hanno avuto, e continuano ad avere, un prezioso ruolo di “assistenza” nei confronti delle altre realtà, contribuendo a evitare nella nostra regione gravi emergenze ambientali nel settore dello smaltimento dei rifiuti. Inoltre - ha concluso l’assessore - nel provvedimento é stata inserita una ulteriore condizione alla quale i gestori, per recuperare le volumetrie richieste, dovranno adeguarsi, vale a dire la presentazione di programmi di potenziamento della raccolta differenziata, sulla quale si gioca la partita del futuro».
giovedì 5 marzo 2009
Scurcola, al via la raccolta differenziata
Dal quotidiano Il Centro del 05/03/2009
Consegnati i materiali. Dal 15 marzo i rifiuti saranno ritirati porta a porta
SCURCOLA MARSICANA. E’ stata avviata la distribuzione del materiale per la raccolta differenziata nel comune di Scurcola Marsicana. Domenica scorsa sono stati consegnati ai cittadini migliaia di bidoncini colorati che serviranno per differenziare le diverse tipologie di rifiuti: carta, vetro, plastica, organico e indifferenziato. Sempre nella giornata di domenica nella frazione di Cappelle dei Marsi ne sono stati distribuiti più di 500. Il progetto della raccolta differenziata coinvolgerà 1.700 famiglie.
Domenica scorsa piazza Umberto Iº a Scurcola è stata «invasa» da bidoncini rossi, verdi, gialli, blu e bianchi pronti per essere consegnati ai cittadini del paese.
Ad ogni famiglia i responsabili del progetto, i dipendenti e gli amministratori comunali, hanno assegnato cinque contenitori, di diverso colore.
Sono stati poi consegnati un eco-calendario - con le date della raccolta porta a porta - e materiale informativo dove è spiegata l’importanza della differenziazione dei rifiuti.
«Sono molto soddisfatto per il successo di questa prima iniziativa» ha spiegato il sindaco di Scurcola Vincenzo Nuccetelli «l’inizio della raccolta porta a porta è per il 15 marzo, speriamo che anche questa prova vada per il meglio».
L’informazione ai cittadini è alla base di questo progetto, curato dal comune di Scurcola in collaborazione con la «Tekneko srl», società già affidataria del servizio.
Domenica prossima continuerà la distribuzione del materiale nelle piazze principali del comune e a breve alcuni specialisti del settore terranno delle lezioni nelle scuole per far capire ai ragazzi come potrebbe cambiare il loro futuro grazie alla differenziazione dei rifiuti.
Nell’Ufficio tecnico comunale sarà aperto un punto di informazioni e di smistamento per la distribuzione del materiale informativo e dei bidoncini che inoltre verranno anche consegnati direttamente strada per strada.
«Nell’eco calendario che stiamo consegnando insieme ai bidoncini» ha concluso il sindaco «sono riportati i giorni in cui avverrà la raccolta dei rifiuti porta a porta, che porterà, nel giro di poco tempo, all’eliminazione completa dei cassonetti lungo le strade di paesi».
Gli addetti della Tekneko srl in inverno faranno la raccolta il lunedì e il venerdì mentre in estate la raccolta verrà effettuata tre volte a settimana: martedì l’indifferenziato, mercoledì la carta, giovedì la plastica e sabato il vetro.
Eleonora Berardinetti
Consegnati i materiali. Dal 15 marzo i rifiuti saranno ritirati porta a porta
SCURCOLA MARSICANA. E’ stata avviata la distribuzione del materiale per la raccolta differenziata nel comune di Scurcola Marsicana. Domenica scorsa sono stati consegnati ai cittadini migliaia di bidoncini colorati che serviranno per differenziare le diverse tipologie di rifiuti: carta, vetro, plastica, organico e indifferenziato. Sempre nella giornata di domenica nella frazione di Cappelle dei Marsi ne sono stati distribuiti più di 500. Il progetto della raccolta differenziata coinvolgerà 1.700 famiglie.
Domenica scorsa piazza Umberto Iº a Scurcola è stata «invasa» da bidoncini rossi, verdi, gialli, blu e bianchi pronti per essere consegnati ai cittadini del paese.
Ad ogni famiglia i responsabili del progetto, i dipendenti e gli amministratori comunali, hanno assegnato cinque contenitori, di diverso colore.
Sono stati poi consegnati un eco-calendario - con le date della raccolta porta a porta - e materiale informativo dove è spiegata l’importanza della differenziazione dei rifiuti.
«Sono molto soddisfatto per il successo di questa prima iniziativa» ha spiegato il sindaco di Scurcola Vincenzo Nuccetelli «l’inizio della raccolta porta a porta è per il 15 marzo, speriamo che anche questa prova vada per il meglio».
L’informazione ai cittadini è alla base di questo progetto, curato dal comune di Scurcola in collaborazione con la «Tekneko srl», società già affidataria del servizio.
Domenica prossima continuerà la distribuzione del materiale nelle piazze principali del comune e a breve alcuni specialisti del settore terranno delle lezioni nelle scuole per far capire ai ragazzi come potrebbe cambiare il loro futuro grazie alla differenziazione dei rifiuti.
Nell’Ufficio tecnico comunale sarà aperto un punto di informazioni e di smistamento per la distribuzione del materiale informativo e dei bidoncini che inoltre verranno anche consegnati direttamente strada per strada.
«Nell’eco calendario che stiamo consegnando insieme ai bidoncini» ha concluso il sindaco «sono riportati i giorni in cui avverrà la raccolta dei rifiuti porta a porta, che porterà, nel giro di poco tempo, all’eliminazione completa dei cassonetti lungo le strade di paesi».
Gli addetti della Tekneko srl in inverno faranno la raccolta il lunedì e il venerdì mentre in estate la raccolta verrà effettuata tre volte a settimana: martedì l’indifferenziato, mercoledì la carta, giovedì la plastica e sabato il vetro.
Eleonora Berardinetti
venerdì 27 febbraio 2009
Istituita la Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti
Da Altalex, 23 febbraio 2008
E' stata istituita una Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti.
Lo prevede la Legge 9 febbraio 2009, n. 6 publicata in Gazzetta Ufficiale 17 febbraio 2009, n. 39.
In particolare il provvedimento prevede per la Commissione i seguenti compiti:
- svolgere indagini atte a fare luce sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, sulle organizzazioni in esse coinvolte o ad esse comunque collegate, sui loro assetti societari e sul ruolo svolto dalla criminalità organizzata;
- individuare le connessioni tra le attività illecite nel settore dei rifiuti e altre attività economiche, con particolare riguardo al traffico dei rifiuti tra le diverse regioni del Paese e verso altre nazioni;
- verificare l'eventuale sussistenza di comportamenti illeciti da parte della pubblica amministrazione centrale e periferica e dei soggetti pubblici o privati operanti nella gestione del ciclo dei rifiuti;
- verificare l'eventuale sussistenza di attività illecite relative ai siti inquinati nel territorio nazionale;
- verificare la corretta attuazione della normativa vigente in materia di gestione dei rifiuti pericolosi e della loro puntuale e precisa caratterizzazione e classificazione e svolgere indagini atte ad accertare eventuali attività illecite connesse a tale gestione.
E' stata istituita una Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti.
Lo prevede la Legge 9 febbraio 2009, n. 6 publicata in Gazzetta Ufficiale 17 febbraio 2009, n. 39.
In particolare il provvedimento prevede per la Commissione i seguenti compiti:
- svolgere indagini atte a fare luce sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, sulle organizzazioni in esse coinvolte o ad esse comunque collegate, sui loro assetti societari e sul ruolo svolto dalla criminalità organizzata;
- individuare le connessioni tra le attività illecite nel settore dei rifiuti e altre attività economiche, con particolare riguardo al traffico dei rifiuti tra le diverse regioni del Paese e verso altre nazioni;
- verificare l'eventuale sussistenza di comportamenti illeciti da parte della pubblica amministrazione centrale e periferica e dei soggetti pubblici o privati operanti nella gestione del ciclo dei rifiuti;
- verificare l'eventuale sussistenza di attività illecite relative ai siti inquinati nel territorio nazionale;
- verificare la corretta attuazione della normativa vigente in materia di gestione dei rifiuti pericolosi e della loro puntuale e precisa caratterizzazione e classificazione e svolgere indagini atte ad accertare eventuali attività illecite connesse a tale gestione.
martedì 24 febbraio 2009
Scurcola Marsicana : al via la raccolta differenziata ,,,,
Differenziazione dei rifiuti: al via dal 1 marzo a Scurcola Marsicana
Scurcola Marsicana. Bidoncini colorati per differenziare i rifiuti e avviarsi così verso il reciclaggio. Partirà il 1 marzo la raccolta differenziata dei rifiuti con il sistema porta a porta a Scurcola Marsicana. L'iniziativa, che coinvolgerà 1700 utenti, porterà man mano all'eliminazione dei cassonetti ai margini delle strade che deturpano l'ambiente. L'inizio della raccolta differenziata sarà anticipato da campagna d'informazione che inizierà domenica 1 marzo nelle principali piazze del paese durante la quale verrà distribuito il materiale necessario per differenziare: schede informative, bidoncini colorati e buste.
"Nel giro di poco tempo Scurcola Marsicana, uno dei primi paesi della Marsica ad avviare questo tipo di servizio, raggiungerà gli obiettivi fissati dalla legge regionale sui rifiuti," ha spiegato il Sindaco di Scurcola dei Marsi Vincenzo Nuccetelli "Con un sensibile abbattimento dei costi di smaltimento e di ecotassa che compenseranno, in un primo tempo i maggiori costi dell'iniziativa. Attualmente la raccolta differenziata non supera la quota del 6% per cento, entro fine 2009 dovremmo invece raggiungere almeno il 50% per cento, anche perché il nostro territorio ha tutte le caratteristiche e le potenzialità per farcela". Prima di gettare un rifiuto ogni cittadino dovrà dividerlo a seconda della tipologia a cui appartiene: carta, vetro e lattine, plastica, pile e farmaci, organico secco o indifferenziato. Secondo un calendario bene preciso, che verrà poi distribuito a tutti i cittadini, i responsabili del servizio ritireranno i rifiuti direttamente a domicilio. "Sono circa 1700 le utenze interessate che nei prossimi giorni riceveranno tutte le informazioni utili sulla nuova modalità di raccolta dei rifiuti" ha continuato il sindaco "L'avvio della raccolta porta a porta, promossa dal Comune e dalla Tekneko S.r.l., società già affidataria del servizio, entrerà a regime con gradualità". Nell'Ufficio Tecnico sarà poi aperto un punto di informazioni e di smistamento per la distribuzione del materiale informativo e dei bidoncini.
Scurcola Marsicana. Bidoncini colorati per differenziare i rifiuti e avviarsi così verso il reciclaggio. Partirà il 1 marzo la raccolta differenziata dei rifiuti con il sistema porta a porta a Scurcola Marsicana. L'iniziativa, che coinvolgerà 1700 utenti, porterà man mano all'eliminazione dei cassonetti ai margini delle strade che deturpano l'ambiente. L'inizio della raccolta differenziata sarà anticipato da campagna d'informazione che inizierà domenica 1 marzo nelle principali piazze del paese durante la quale verrà distribuito il materiale necessario per differenziare: schede informative, bidoncini colorati e buste.
"Nel giro di poco tempo Scurcola Marsicana, uno dei primi paesi della Marsica ad avviare questo tipo di servizio, raggiungerà gli obiettivi fissati dalla legge regionale sui rifiuti," ha spiegato il Sindaco di Scurcola dei Marsi Vincenzo Nuccetelli "Con un sensibile abbattimento dei costi di smaltimento e di ecotassa che compenseranno, in un primo tempo i maggiori costi dell'iniziativa. Attualmente la raccolta differenziata non supera la quota del 6% per cento, entro fine 2009 dovremmo invece raggiungere almeno il 50% per cento, anche perché il nostro territorio ha tutte le caratteristiche e le potenzialità per farcela". Prima di gettare un rifiuto ogni cittadino dovrà dividerlo a seconda della tipologia a cui appartiene: carta, vetro e lattine, plastica, pile e farmaci, organico secco o indifferenziato. Secondo un calendario bene preciso, che verrà poi distribuito a tutti i cittadini, i responsabili del servizio ritireranno i rifiuti direttamente a domicilio. "Sono circa 1700 le utenze interessate che nei prossimi giorni riceveranno tutte le informazioni utili sulla nuova modalità di raccolta dei rifiuti" ha continuato il sindaco "L'avvio della raccolta porta a porta, promossa dal Comune e dalla Tekneko S.r.l., società già affidataria del servizio, entrerà a regime con gradualità". Nell'Ufficio Tecnico sarà poi aperto un punto di informazioni e di smistamento per la distribuzione del materiale informativo e dei bidoncini.
Scurcola Marsicana al via la raccolta differenziata
Differenziazione dei rifiuti: al via dal 1 marzo a Scurcola Marsicana
Scurcola Marsicana. Bidoncini colorati per differenziare i rifiuti e avviarsi così verso il reciclaggio. Partirà il 1 marzo la raccolta differenziata dei rifiuti con il sistema porta a porta a Scurcola Marsicana. L'iniziativa, che coinvolgerà 1700 utenti, porterà man mano all'eliminazione dei cassonetti ai margini delle strade che deturpano l'ambiente. L'inizio della raccolta differenziata sarà anticipato da campagna d'informazione che inizierà domenica 1 marzo nelle principali piazze del paese durante la quale verrà distribuito il materiale necessario per differenziare: schede informative, bidoncini colorati e buste.
"Nel giro di poco tempo Scurcola Marsicana, uno dei primi paesi della Marsica ad avviare questo tipo di servizio, raggiungerà gli obiettivi fissati dalla legge regionale sui rifiuti," ha spiegato il Sindaco di Scurcola dei Marsi Vincenzo Nuccetelli "Con un sensibile abbattimento dei costi di smaltimento e di ecotassa che compenseranno, in un primo tempo i maggiori costi dell'iniziativa. Attualmente la raccolta differenziata non supera la quota del 6% per cento, entro fine 2009 dovremmo invece raggiungere almeno il 50% per cento, anche perché il nostro territorio ha tutte le caratteristiche e le potenzialità per farcela". Prima di gettare un rifiuto ogni cittadino dovrà dividerlo a seconda della tipologia a cui appartiene: carta, vetro e lattine, plastica, pile e farmaci, organico secco o indifferenziato. Secondo un calendario bene preciso, che verrà poi distribuito a tutti i cittadini, i responsabili del servizio ritireranno i rifiuti direttamente a domicilio. "Sono circa 1700 le utenze interessate che nei prossimi giorni riceveranno tutte le informazioni utili sulla nuova modalità di raccolta dei rifiuti" ha continuato il sindaco "L'avvio della raccolta porta a porta, promossa dal Comune e dalla Tekneko S.r.l., società già affidataria del servizio, entrerà a regime con gradualità". Nell'Ufficio Tecnico sarà poi aperto un punto di informazioni e di smistamento per la distribuzione del materiale informativo e dei bidoncini.
Scurcola Marsicana. Bidoncini colorati per differenziare i rifiuti e avviarsi così verso il reciclaggio. Partirà il 1 marzo la raccolta differenziata dei rifiuti con il sistema porta a porta a Scurcola Marsicana. L'iniziativa, che coinvolgerà 1700 utenti, porterà man mano all'eliminazione dei cassonetti ai margini delle strade che deturpano l'ambiente. L'inizio della raccolta differenziata sarà anticipato da campagna d'informazione che inizierà domenica 1 marzo nelle principali piazze del paese durante la quale verrà distribuito il materiale necessario per differenziare: schede informative, bidoncini colorati e buste.
"Nel giro di poco tempo Scurcola Marsicana, uno dei primi paesi della Marsica ad avviare questo tipo di servizio, raggiungerà gli obiettivi fissati dalla legge regionale sui rifiuti," ha spiegato il Sindaco di Scurcola dei Marsi Vincenzo Nuccetelli "Con un sensibile abbattimento dei costi di smaltimento e di ecotassa che compenseranno, in un primo tempo i maggiori costi dell'iniziativa. Attualmente la raccolta differenziata non supera la quota del 6% per cento, entro fine 2009 dovremmo invece raggiungere almeno il 50% per cento, anche perché il nostro territorio ha tutte le caratteristiche e le potenzialità per farcela". Prima di gettare un rifiuto ogni cittadino dovrà dividerlo a seconda della tipologia a cui appartiene: carta, vetro e lattine, plastica, pile e farmaci, organico secco o indifferenziato. Secondo un calendario bene preciso, che verrà poi distribuito a tutti i cittadini, i responsabili del servizio ritireranno i rifiuti direttamente a domicilio. "Sono circa 1700 le utenze interessate che nei prossimi giorni riceveranno tutte le informazioni utili sulla nuova modalità di raccolta dei rifiuti" ha continuato il sindaco "L'avvio della raccolta porta a porta, promossa dal Comune e dalla Tekneko S.r.l., società già affidataria del servizio, entrerà a regime con gradualità". Nell'Ufficio Tecnico sarà poi aperto un punto di informazioni e di smistamento per la distribuzione del materiale informativo e dei bidoncini.
venerdì 20 febbraio 2009
Il Comitato Piani Palentini incontra i cittadini di Scurcola Marsicana
Continua l’azione del Comitato contro la realizzazione della Megadiscarica ”Trasolero” (Corcumello di Capistrello) tramite l’incontro informativo con i cittadini del comune di Scurcola Marsicana previsto per sabato 21 febbraio alle ore 17 presso la Sala del Suffragio in Piazza Risorgimento.
“E’ importante - affermano gli esponenti del Comitato - che si crei una rete civica che vada anche oltre i confini territoriali Marsicani per poter incontrare esperienze che creino nei cittadini il convincimento che quando la società civile si oppone in modo organizzato, con le giuste competenze, usando la rete come mezzo di comunicazione, gli organi informativi e tutti i possibili strumenti legali, allora le battaglie di civiltà si possono vincere”
Così è stato nell’esperienza del Comitato antidiscarica di Bellante–Mosciano (Teramo) che ha bloccato la realizzazione di una discarica sul loro territorio.
Interverranno all’incontro, oltre ovviamente agli esponenti del Comitato Piani Palentini, l’avv Lorenzo Sabatini e Marilena Cellini del comitato di Bellante–Mosciano, Elettra di Cristofano responsabile Legambiente Marsica e Massimo De Maio consigliere del Movimento per la Decrescita Felice.
Gli appartenenti al Comitato stanno avversando apertamente il progetto della SEGEN SpA (società consortile a totale capitale pubblico) di una Megadiscarica (285.000 mq!!) prevista vicino il centro abitato di Corcumello (comune di Capistrello), a poche centinaia di metri dalle abitazioni e in una zona di grande valore naturalistico, già fortemente penalizzata da altre discariche. Sono già state presentate 5 “osservazioni “ in sede di Valutazione di Impatto Ambientale e allegate circa 750 firme raccolte in pochi giorni solo nelle piccole frazioni di Corcumello e Cese. Altre 7 “osservazioni” sono state presentate da Legambiente Abruzzo sulle quali ha relazionato il presidente Angelo di Matteo durante l’incontro informativo dello scorso 18 gennaio a Capistrello, che ha visto una grande partecipazione popolare .
Il Comitato vuole affrontare l’argomento, dando una visione complessiva del problema rifiuti ed esprimendo sdegno e disapprovazione per una gestione dei rifiuti arcaica e superata, che considera ancora le discariche come l'unico modo possibile per smaltire i rifiuti contro ogni direttiva, europea, nazionale e regionale che già IMPONGONO livelli di RACCOLTA DIFFERENZIATA al 50% entro il 31.12.2009 mentre la media dei comuni dei Piani Palentini non supera il 4% !
E’ in questo quadro desolante che il Comitato sta attivando una grande mobilitazione in difesa dell’ambiente, del paesaggio e della salute pubblica di tutti dei Piani Palentini.
Locandina
“E’ importante - affermano gli esponenti del Comitato - che si crei una rete civica che vada anche oltre i confini territoriali Marsicani per poter incontrare esperienze che creino nei cittadini il convincimento che quando la società civile si oppone in modo organizzato, con le giuste competenze, usando la rete come mezzo di comunicazione, gli organi informativi e tutti i possibili strumenti legali, allora le battaglie di civiltà si possono vincere”
Così è stato nell’esperienza del Comitato antidiscarica di Bellante–Mosciano (Teramo) che ha bloccato la realizzazione di una discarica sul loro territorio.
Interverranno all’incontro, oltre ovviamente agli esponenti del Comitato Piani Palentini, l’avv Lorenzo Sabatini e Marilena Cellini del comitato di Bellante–Mosciano, Elettra di Cristofano responsabile Legambiente Marsica e Massimo De Maio consigliere del Movimento per la Decrescita Felice.
Gli appartenenti al Comitato stanno avversando apertamente il progetto della SEGEN SpA (società consortile a totale capitale pubblico) di una Megadiscarica (285.000 mq!!) prevista vicino il centro abitato di Corcumello (comune di Capistrello), a poche centinaia di metri dalle abitazioni e in una zona di grande valore naturalistico, già fortemente penalizzata da altre discariche. Sono già state presentate 5 “osservazioni “ in sede di Valutazione di Impatto Ambientale e allegate circa 750 firme raccolte in pochi giorni solo nelle piccole frazioni di Corcumello e Cese. Altre 7 “osservazioni” sono state presentate da Legambiente Abruzzo sulle quali ha relazionato il presidente Angelo di Matteo durante l’incontro informativo dello scorso 18 gennaio a Capistrello, che ha visto una grande partecipazione popolare .
Il Comitato vuole affrontare l’argomento, dando una visione complessiva del problema rifiuti ed esprimendo sdegno e disapprovazione per una gestione dei rifiuti arcaica e superata, che considera ancora le discariche come l'unico modo possibile per smaltire i rifiuti contro ogni direttiva, europea, nazionale e regionale che già IMPONGONO livelli di RACCOLTA DIFFERENZIATA al 50% entro il 31.12.2009 mentre la media dei comuni dei Piani Palentini non supera il 4% !
E’ in questo quadro desolante che il Comitato sta attivando una grande mobilitazione in difesa dell’ambiente, del paesaggio e della salute pubblica di tutti dei Piani Palentini.
Locandina
domenica 15 febbraio 2009
Via questa discarica e più differenziata
Dal quotidiano Il Centro del 15/2/2009
Il comitato “Il Bivio” e gli ambientalisti in corteo in attesa della sentenza del Tar.
CHIETI. Maschere bianche sul volto, per scansare la puzza ormai familiare, e idee chiare, per superare l’insostenibile vita ai bordi della discarica. Prima di tutto serve potenziare la raccolta differenziata, poi chiudere Casoni, ormai al colmo, facendola traslocare altrove (già, ma dove?) con il mega impianto di trattamento meccanico biologico, in costruzione. Sta in questi termini la rivoluzione verde delle case della discarica, che tra l’altro vede male un termovalorizzatore in Abruzzo. La battaglia è iniziata nelle aule dei tribunali ed è finita in strada ieri, col corteo organizzato dal comitato Il Bivio con il Wwf e altre associazioni ambientaliste. Occasione per portare all’aperto le ragioni di un disagio ingombrante. Come i tir che ogni giorno passano per le strade, a scaricare pattume.
«Stop Casoni, ridateci i polmoni», gridano allora in un cartello i circa 100 manifestanti che prendono parte al corteo. Ma dicono anche: «Riciclare, non bruciare», o «20% di differenziata vuol dire vergogna». Intanto viaggia verso l’udienza al Tar, del 19 marzo, il ricorso presentato dai residenti per chiedere l’illegittimità della discarica e la sua saturazione. «Era stata progettata per accogliere un terzo dei rifiuti che oggi ospita», osserva Andrea Iezzi del Bivio, «l’aria è irrespirabile e siamo costretti a vivere rintanati in casa. Il problema riguarda almeno quattro mila abitanti dei quartieri di Casoni, Bivio di Brecciarola, Santa Filomena e Brecciarola. La discarica è talmente colma, che ormai è a cielo aperto. Per noi la soluzione sta nel potenziamento della raccolta differenziata, che in città è partita di fatto solo in pochissimi quartieri».
Il domani della gestione intelligente del pattume, a loro dire, sta nelle tecniche che riportano a nuova vita quello che si butta. Insomma, proposte, non solo proteste. «Questo, tra l’altro», continuano i manifestanti, «eviterebbe di spendere circa un milione di euro per costruire la via dei tir, ancora fantasma, progettata per portare i rifiuti dall’asse attrezzato alla discarica, senza passare per le case».
«Oggi è possibile riciclare fino al 90 per cento dei rifiuti», osserva l’ambientalista Marialucia Santarelli. «Riuscire a far decollare la differenziata», aggiunge Nicoletta Di Francesco del Wwf, «non dipende dai cittadini ma da un’organizzazione e una comunicazione efficaci».
Di Francesco torna a chiedere di limare la tassa dei rifiuti per i residenti dei quartieri a ridosso della discarica, come parziale indennizzo dei disagi vissuti. «Le nostre case», conclude Roberto Orsini del Bivio, «hanno perso il 50 per cento del proprio valore. Il ricorso presentato mira a ottenere anche un risarcimento per questo danno subito». Una condizione patita per una discarica che, all’inizio, doveva durare solo qualche anno.
Sipo Beverelli
Il comitato “Il Bivio” e gli ambientalisti in corteo in attesa della sentenza del Tar.
CHIETI. Maschere bianche sul volto, per scansare la puzza ormai familiare, e idee chiare, per superare l’insostenibile vita ai bordi della discarica. Prima di tutto serve potenziare la raccolta differenziata, poi chiudere Casoni, ormai al colmo, facendola traslocare altrove (già, ma dove?) con il mega impianto di trattamento meccanico biologico, in costruzione. Sta in questi termini la rivoluzione verde delle case della discarica, che tra l’altro vede male un termovalorizzatore in Abruzzo. La battaglia è iniziata nelle aule dei tribunali ed è finita in strada ieri, col corteo organizzato dal comitato Il Bivio con il Wwf e altre associazioni ambientaliste. Occasione per portare all’aperto le ragioni di un disagio ingombrante. Come i tir che ogni giorno passano per le strade, a scaricare pattume.
«Stop Casoni, ridateci i polmoni», gridano allora in un cartello i circa 100 manifestanti che prendono parte al corteo. Ma dicono anche: «Riciclare, non bruciare», o «20% di differenziata vuol dire vergogna». Intanto viaggia verso l’udienza al Tar, del 19 marzo, il ricorso presentato dai residenti per chiedere l’illegittimità della discarica e la sua saturazione. «Era stata progettata per accogliere un terzo dei rifiuti che oggi ospita», osserva Andrea Iezzi del Bivio, «l’aria è irrespirabile e siamo costretti a vivere rintanati in casa. Il problema riguarda almeno quattro mila abitanti dei quartieri di Casoni, Bivio di Brecciarola, Santa Filomena e Brecciarola. La discarica è talmente colma, che ormai è a cielo aperto. Per noi la soluzione sta nel potenziamento della raccolta differenziata, che in città è partita di fatto solo in pochissimi quartieri».
Il domani della gestione intelligente del pattume, a loro dire, sta nelle tecniche che riportano a nuova vita quello che si butta. Insomma, proposte, non solo proteste. «Questo, tra l’altro», continuano i manifestanti, «eviterebbe di spendere circa un milione di euro per costruire la via dei tir, ancora fantasma, progettata per portare i rifiuti dall’asse attrezzato alla discarica, senza passare per le case».
«Oggi è possibile riciclare fino al 90 per cento dei rifiuti», osserva l’ambientalista Marialucia Santarelli. «Riuscire a far decollare la differenziata», aggiunge Nicoletta Di Francesco del Wwf, «non dipende dai cittadini ma da un’organizzazione e una comunicazione efficaci».
Di Francesco torna a chiedere di limare la tassa dei rifiuti per i residenti dei quartieri a ridosso della discarica, come parziale indennizzo dei disagi vissuti. «Le nostre case», conclude Roberto Orsini del Bivio, «hanno perso il 50 per cento del proprio valore. Il ricorso presentato mira a ottenere anche un risarcimento per questo danno subito». Una condizione patita per una discarica che, all’inizio, doveva durare solo qualche anno.
Sipo Beverelli
sabato 14 febbraio 2009
Discarica, bocciato l’ampliamento
Dal quotidiano Il Centro del 14/2/2009
Il caso La Torre. Comitato e Wwf: «Se ci ascoltavano prima, tre anni fa si evitava il disastro»
L’area è franosa, il Tar respinge il ricorso del Comune
TERAMO. L’ampliamento della discarica La Torre resta bloccato. Il Tar dell’Aquila ha respinto il ricorso presentato dal Comune contro la bocciatura del progetto da parte di Regione e Provincia. Secondo il giudice amministrativo, la richiesta presentata dall’ente e tesa a rimettere in pista l’ampliamento è infondata. La sentenza conferma di fatto quanto indicato nel piano regionale di assetto idrogeologico (Pai), che considera «ad alta pericolosità ambientale» l’area destinata ad ospitare l’impianto. Il Comune al momento del ricorso era guidato da Gianni Chiodi, oggi presidente della Regione.
Secondo la giunta Chiodi, il Pai aveva imposto il divieto dopo il varo del progetto di ampliamento, per cui doveva essere considerato illegittimo. Il Tar, però, non ha condiviso questa tesi.
«La sentenza fa giustizia dopo anni di polemiche insensate e infondate», osserva il presidente della Provincia Ernino D’Agostino, «la vicenda è stata usata strumentalmente e in maniera politica per attaccare la Provincia e la precedente giunta regionale, ritardando di fatto la soluzione dei problemi legati allo smaltimento dei rifiuti».
Alla Provincia, rappresentata dall’avvocato Antonio Zecchino, si era aggiunto nel giudizio con un intervento “ad opponendum” il comitato civico di contrada La Torre, affiancato dal Wwf. Per l’associazione ambientalista, il pronunciamento del giudice amministrativo mette un punto fermo nella vicenda: «In area P3 del piano di assetto idrogeologico, a massima pericolosità, non è possibile impiantare discariche». Tommaso Navarra e Fabio De Massis, legali del Wwf e del comitato civico, sottolineano l’importante vittoria giudiziaria e la sincerità delle segnalazioni dei cittadini. L’ascolto degli allarmi lanciati da residenti e Wwf, secondo i due avvocati, avrebbe anche evitato il crollo dei rifiuti che nel febbraio 2006 portò al sequestro dell’impianto.
«Si metta definitivamente da parte l’ipotesi di progettare una discarica in zona franosa», è l’invito rivolto alle istituzioni dal presidente regionale del Wwf Dante Caserta, «si faccia partire la raccolta differenziata porta a porta in ogni comune e si creino impianti efficaci per il recupero della frazione organica».
Gennaro Della Monica
Il caso La Torre. Comitato e Wwf: «Se ci ascoltavano prima, tre anni fa si evitava il disastro»
L’area è franosa, il Tar respinge il ricorso del Comune
TERAMO. L’ampliamento della discarica La Torre resta bloccato. Il Tar dell’Aquila ha respinto il ricorso presentato dal Comune contro la bocciatura del progetto da parte di Regione e Provincia. Secondo il giudice amministrativo, la richiesta presentata dall’ente e tesa a rimettere in pista l’ampliamento è infondata. La sentenza conferma di fatto quanto indicato nel piano regionale di assetto idrogeologico (Pai), che considera «ad alta pericolosità ambientale» l’area destinata ad ospitare l’impianto. Il Comune al momento del ricorso era guidato da Gianni Chiodi, oggi presidente della Regione.
Secondo la giunta Chiodi, il Pai aveva imposto il divieto dopo il varo del progetto di ampliamento, per cui doveva essere considerato illegittimo. Il Tar, però, non ha condiviso questa tesi.
«La sentenza fa giustizia dopo anni di polemiche insensate e infondate», osserva il presidente della Provincia Ernino D’Agostino, «la vicenda è stata usata strumentalmente e in maniera politica per attaccare la Provincia e la precedente giunta regionale, ritardando di fatto la soluzione dei problemi legati allo smaltimento dei rifiuti».
Alla Provincia, rappresentata dall’avvocato Antonio Zecchino, si era aggiunto nel giudizio con un intervento “ad opponendum” il comitato civico di contrada La Torre, affiancato dal Wwf. Per l’associazione ambientalista, il pronunciamento del giudice amministrativo mette un punto fermo nella vicenda: «In area P3 del piano di assetto idrogeologico, a massima pericolosità, non è possibile impiantare discariche». Tommaso Navarra e Fabio De Massis, legali del Wwf e del comitato civico, sottolineano l’importante vittoria giudiziaria e la sincerità delle segnalazioni dei cittadini. L’ascolto degli allarmi lanciati da residenti e Wwf, secondo i due avvocati, avrebbe anche evitato il crollo dei rifiuti che nel febbraio 2006 portò al sequestro dell’impianto.
«Si metta definitivamente da parte l’ipotesi di progettare una discarica in zona franosa», è l’invito rivolto alle istituzioni dal presidente regionale del Wwf Dante Caserta, «si faccia partire la raccolta differenziata porta a porta in ogni comune e si creino impianti efficaci per il recupero della frazione organica».
Gennaro Della Monica
giovedì 12 febbraio 2009
Raccolta porta a porta, scelta giusta
Dal quotidiano Il Centro del 12/2/2009
ORTONA. Suggerimenti e complimenti all’amministrazione per l’avvio della raccolta porta a porta arrivano dai Verdi e da Cittadinanzattiva. «Ci congratuliamo con l’amministrazione per la scelta ed esprimiamo la nostra volontà di collaborare per una corretta ed efficiente gestione del servizio», dice Viviana Farinelli dei Verdi, «proprio per questo facciamo notare che è necessario coinvolgere le scuole visto che i ragazzi sono quelli più aperti a recepire queste nuove abitudini e tramite loro riusciamo a entrare nelle singole case, rendere chiara e trasparente la filiera seguita dai rifiuti dopo che vengono raccolti, elencare con maggiore attenzione i prodotti da conferire nelle diverse giornate, lasciare almeno un cassonetto nel quartiere per le emergenze, fornire o vendere buste biodegradabili, rifornire la zona industriale e artigianale di bidoni visto che i cassonetti sono stati eliminati, chiedere agli ipermercati e supermercati di installare impianti di erogazione alla spina per detersivi o altri prodotti e di educare il cliente a servirsene, premiare le ditte che usano pochi imballaggi e vuoto a rendere. Tutto questo servirà a evitare che vengano costruiti degli inceneritori». Per Cittadinanzattiva, l’iniziativa è positiva ma, secondo l’associazione, il calendario non prevede la raccolta dei rifiuti per il fine settimana.
«Se una persona deve assentarsi per un week-end come deve comportarsi?», chiede Giuseppe Tatasciore, presidente dell’associazione, «sottolineiamo questo aspetto per evitare che le famiglie, per non avere la casa maleodorante al loro ritorno, lascino sacchetti in giro per la città dove capita». (s.f.)
ORTONA. Suggerimenti e complimenti all’amministrazione per l’avvio della raccolta porta a porta arrivano dai Verdi e da Cittadinanzattiva. «Ci congratuliamo con l’amministrazione per la scelta ed esprimiamo la nostra volontà di collaborare per una corretta ed efficiente gestione del servizio», dice Viviana Farinelli dei Verdi, «proprio per questo facciamo notare che è necessario coinvolgere le scuole visto che i ragazzi sono quelli più aperti a recepire queste nuove abitudini e tramite loro riusciamo a entrare nelle singole case, rendere chiara e trasparente la filiera seguita dai rifiuti dopo che vengono raccolti, elencare con maggiore attenzione i prodotti da conferire nelle diverse giornate, lasciare almeno un cassonetto nel quartiere per le emergenze, fornire o vendere buste biodegradabili, rifornire la zona industriale e artigianale di bidoni visto che i cassonetti sono stati eliminati, chiedere agli ipermercati e supermercati di installare impianti di erogazione alla spina per detersivi o altri prodotti e di educare il cliente a servirsene, premiare le ditte che usano pochi imballaggi e vuoto a rendere. Tutto questo servirà a evitare che vengano costruiti degli inceneritori». Per Cittadinanzattiva, l’iniziativa è positiva ma, secondo l’associazione, il calendario non prevede la raccolta dei rifiuti per il fine settimana.
«Se una persona deve assentarsi per un week-end come deve comportarsi?», chiede Giuseppe Tatasciore, presidente dell’associazione, «sottolineiamo questo aspetto per evitare che le famiglie, per non avere la casa maleodorante al loro ritorno, lascino sacchetti in giro per la città dove capita». (s.f.)
mercoledì 11 febbraio 2009
Venerdi 6 febbraio nella Sala Protomoteca del Campidoglio a Roma, conferenza con i professori Antonietta Morena Gatti, Stefano Montanari, Paul Connett e Giovanni Ghirga.
L'incontro era di grande interesse per il nostro Comitato poichè verteva sul tema della gestione dei rifiuti, degli inceneritori, dei rischi per la salute causati dall'inquinamento da polveri sottili, e sulle possibili e concrete alternative sostenibili.
Durante il convegno è stato presentato in anteprima mondiale un video tratto dal Film in preparazione “Sporchi da Morire” del regista Marco Carlucci, che tratta della gestione dei rifiuti in Italia e all’estero e sulle alternative virtuose agli impianti di incenerimento. E’ stato anche proiettato un Video Messaggio di saluto a Roma della vice Sindaco Italo Americana di San Francisco, città simbolo del progetto Zero Waste (Rifiuti Zero).
In sala 3-400 persone, molto interessate, e alcune telecamere, mi è sembrato di nessun circuito TV "nazionale". La partecipazione attenta dei presenti fa riflettere sul fatto che spesso si sottovaluti la maturità dei cittadini che, su questi temi, sembrano avere più buon senso delle istituzioni.
E allora comincia a parlare la dottoressa Antonietta Morena Gatti di nanoparticelle, diossine, polveri sottili come causa del diffondersi di malattie come il cancro, di complicazioni cardio-respiratorie varie con dati epidemiologici sempre più gravi.
All'inizio una mamma (la Signora Gardini - credo si chiamasse cosi'-), racconta la sua esperienza e quella del figlio adolescente cui viene diagnosticato un cancro alla prostata tipico di un uomo anziano. Vivono vicino a degli inceneritori e nel suo organismo sono stati trovati metalli pesanti, residui del processo di incenerimento, anomalmente presenti in un corpo umano (il prof. Montanari ha mostrato poi delle foto tremende delle nano particelle che si fissano all'interno dell'organismo, dei bambini in particolare).
Paul Connett con la solita simpatia e comunicatività ha sciorinato il suo punto di vista: "Rifiuti zero" si può fare, ovunque; si può invertire la tendenza "monnezzara" ed anche rapidamente, basta che i cittadini acquisiscano coscienza della propria responsabilità personale, che ci sia una buona leadership politica che consideri gli amministrati amici, alleati e non nemici da tenere a bada e a distanza di "scorta armata", e che l'industria promuova processi di produzione a "tutto tondo", comprendendo anche le fasi di de-costruzione dei prodotti e riciclo-riutilizzo totale delle materie prima; l'indice delle industrie che faranno buona progettazione sarà quello di non avere "parte residua", cioè nulla da sotterrare-incenerire. Solo chi perderebbe guadagni e potere ostacola la diffusione della verità, delle notizie, della conoscenza. Perchè, e lo ha dimostrato con qualche cifra, questo approccio è l'unico, anche economicamente, sostenibile per le generazioni future. Ha ricordato numerosi esempi virtuosi, anche in Italia, in comuni del napoletano, dove in soli tre mesi si è riusciti ad arrivare al 60-70% di raccolta differenziata e naturalmente San Francisco che ha l'obiettivo ambizioso di arrivare nel 2020 a rifiuti zero, ovvero riciclo totale.
Chiaro l'intervento del dottor Giovanni Ghirga che ci allerta sulle ricadute in temini di sanità pubblica e degli strascichi di costo che stiamo lasciando alle generazioni future: la cronicizzazione di malattie causate dagli agenti inquinanti e gli insostenibili costi sociali derivanti sulla sanità pubblica; insomma prevenire è meglio che curare, da tutti i punti di vista.
Applausi a scena aperta per il dott. Stefano Montanari, scopritore delle nano-particelle insieme alla moglie dottoressa Gatti, che prima ce ne illustra origini e caratteristiche e poi, con l'ausilio di immagini cruente, ce ne fa vedere gli effetti patologici sugli essere umani. Insomma la sua morale è: sviluppo sostenibile, raccolta diffrenziata rappresentano il futuro e la vita; il comportamento inerziale, l'incenerimento la morte (ricodiamoci che polvere siamo e polvere ritorneremo), ed è questo il messaggio di speranza affichè questa follia si possa fermare o attenuare.
I relatori hanno avuto a corollario la presenza di molti uomini politici capitolini, quasi tutti del centro-destra, tra cui l’assessore all’ambiente, e una fugace visita del sindaco Alemanno che ha anticipato l’obiettivo, concordato con la regione, di portare al 35% la raccolta differenziata a Roma; questi sono stati trattati con esagerata piaggeria dal conduttore che, forte del ruolo di padrone di casa, ha innescato anche qualche sterile polemica con alcuni dei presenti in sala.
I relatori hanno avuto a corollario la presenza di molti uomini politici capitolini, quasi tutti del centro-destra, tra cui l’assessore all’ambiente, e una fugace visita del sindaco Alemanno che ha anticipato l’obiettivo, concordato con la regione, di portare al 35% la raccolta differenziata a Roma; questi sono stati trattati con esagerata piaggeria dal conduttore che, forte del ruolo di padrone di casa, ha innescato anche qualche sterile polemica con alcuni dei presenti in sala.
Al di là della prevedibile componente propagandistica, rimane il fatto innegabile che “da destra” sia venuto un segnale di forte attenzione al tema, che meriterebbe invece un approccio bi-partisan, con almeno pari attenzione anche da sinistra.
Ciao e guardatevi il video
Roberto
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Note Biografiche
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Note Biografiche
ANTONIETTA MORENA GATTI Scopritrice delle nano-particelle assieme al dott. Stefano Montanari. Ricercatrice e Direttrice del Laboratorio di Biomateriali, Dipartimento di Neuroscienze, presso l’Università di Modena e Reggio Emilia. Lavora come esperto scientifico e consulente per la Commissione Europea, in particolare nel settore dei biomateriali, della biotecnologia e dei dispositivi medici. Con 140 pubblicazioni scientifiche a suo nome, è anche una collaboratrice di diverse riviste scientifiche internazionali e membro d’importanti comunità scientifiche, compresa la European Society of Biomaterials. Collabora con il Ministero della Difesa per gli studi sui danni per la salute umana causati dall’uranio impoverito.
PAUL CONNET Professore di chimica alla Università St. Lawrence di Canton nello stato di New York dove insegna chimica generale, chimica ambientale e tossicologia.Oltre a svolgere l'insegnamento Connet ha posto al servizio di comitati ed associazioni le proprie competenze divulgando l'informazione scientifica attorno ai problemi sanitari provocati dagli inceneritori.Le sue ricerche sulla riduzione, il riciclaggio e la gestione dei rifiuti lo hanno portato a tenere più di 1800 conferenze e seminari in 49 atati degli U.S.A. ed in 46 paesi di tutti i continenti.Invece sulle questioni riguardanti la gestione dei rifiuti oltre a pubblicare numerosi contributi e' coeditore insieme alla moglie Ellen della Newsletter settimanale "Waste Not".
GIOVANNI GHIRGA Medico Pediatra e portavoce del Coordinamento Nazionale dei Comitati dei Medici per l’Ambiente e la Salute e del Comitato dei Medici per il No al Carbone dell’Alto Lazio.
STEFANO MONTANARI Autore di diversi brevetti nel campo della cardiochirurgia, della chirurgia vascolare, della pneumologia e progettista di sistemi ed apparecchiature per l’elettrofisiologia, ha eseguito consulenze scientifiche per varie aziende, dirigendo, tra l’altro, un progetto per la realizzazione di una valvola cardiaca biologica. Dal 1979 collabora con la Dottoressa Antonietta Gatti in numerose ricerche sui biomateriali. Dal 2004 è Direttore Scientifico del laboratorio Nanodiagnostics di Modena. Docente in diversi master nazionali ed internazionali, è autore di numerose pubblicazioni scientifiche. Da anni svolge un’intensa opera di divulgazione scientifica nel campo delle nanopatologie, soprattutto per quanto riguarda le fonti inquinanti da polveri ultrafini.
martedì 10 febbraio 2009
Il Wwf tenta di bloccare l’inceneritore, presentate le osservazioni contro l’impianto di Scerne
Dal quotidiano Il Centro del 10/2/2009
PINETO. Il Wwf Abruzzo ha presentato le osservazioni alla procedura di verifica di assoggettabilità ambientale dell’inceneritore che si vorrebbe realizzare a Scerne di Pineto. Sono diversi gli aspetti sollevati dall’associazione in ordine alla procedura seguita ed agli aspetti sanitari ed ambientali. Innanzitutto l’assenza di un piano dell’Ato, previsto per impianti del genere.
Inoltre, visto che l’impianto dovrebbe bruciare anche rifiuti, la sua realizzazione sarebbe in contrasto con la previsione del piano regionale dei rifiuti che prevede il raggiungimento del 40% di raccolta differenziata a livello regionale prima di ipotizzare impianti di incenerimento.
Il Wwf ha poi osservato come la localizzazione dell’impianto contrasta con la normativa vigente e le previsioni del piano regionale dei rifiuti per la vicinanza sia ad abitazioni che a sorgenti idropotabili. Senza considerare che l’impianto verrebbe realizzato in un’area agricola di interesse, contrastando così con uno specifico divieto previsto dal legislatore regionale.
Nelle osservazioni il Wwf ha anche evidenziato una serie di carenze nello studio preliminare di valutazione di impatto ambientale e nel progetto presentati per l’impatto sanitario di questo tipo di impianti. «Nonostante esistano moltissimi studi, anche dell’Istituto superiore di sanità», scrivono gli ambientalisti, «che attestano la pericolosità ambientale e le ricadute sulla salute umana degli inceneritori, questo aspetto viene assolutamente trascurato, affermandosi che l’impianto non avrà alcun effetto sull’atmosfera e sui terreni circostanti l’impianto. Vale la pena ricordare che lo stesso inceneritore di Brescia, solitamente individuato come impianto di eccellenza dal “partito dell’incenerimento”, sta avendo moltissimi problemi: oltre alla procedura di infrazione perché l’impianto è stato realizzato senza la necessaria valutazione di impatto ambientale, va segnalato che nel dicembre 2007 sono state rintracciate tracce di diossina nel latte di tre allevatori dell’hinterland di Brescia». Il Wwf ribadisce che la corretta gestione dei rifiuti avviene attraverso il riciclo e il recupero di materia. «I fantasiosi nomi che sono stati dati solo in Italia agli inceneritori (termovalorizzatori, termodistruttori) appaiono fuorvianti e palesemente errati dal punto di vista scientifico», continua il Wwf, «la fisica ci insegna che la materia non può essere distrutta, ma solo trasformata e secondo il principio di conservazione della massa tutto ciò che bruciamo lo ritroviamo in parte in forma gassosa (fumi) e in parte solida (ceneri e scorie). E’ poi falso affermare che bruciare i rifiuti equivalga a valorizzarne il contenuto energetico, essendo vero esattamente il contrario: bruciare rifiuti ha poco senso proprio dal punto di vista energetico: con detta pratica si arriva a recuperare unicamente il potere calorifico, pari solo a circa un quarto dell’energia complessiva incorporata nel rifiuto».
PINETO. Il Wwf Abruzzo ha presentato le osservazioni alla procedura di verifica di assoggettabilità ambientale dell’inceneritore che si vorrebbe realizzare a Scerne di Pineto. Sono diversi gli aspetti sollevati dall’associazione in ordine alla procedura seguita ed agli aspetti sanitari ed ambientali. Innanzitutto l’assenza di un piano dell’Ato, previsto per impianti del genere.
Inoltre, visto che l’impianto dovrebbe bruciare anche rifiuti, la sua realizzazione sarebbe in contrasto con la previsione del piano regionale dei rifiuti che prevede il raggiungimento del 40% di raccolta differenziata a livello regionale prima di ipotizzare impianti di incenerimento.
Il Wwf ha poi osservato come la localizzazione dell’impianto contrasta con la normativa vigente e le previsioni del piano regionale dei rifiuti per la vicinanza sia ad abitazioni che a sorgenti idropotabili. Senza considerare che l’impianto verrebbe realizzato in un’area agricola di interesse, contrastando così con uno specifico divieto previsto dal legislatore regionale.
Nelle osservazioni il Wwf ha anche evidenziato una serie di carenze nello studio preliminare di valutazione di impatto ambientale e nel progetto presentati per l’impatto sanitario di questo tipo di impianti. «Nonostante esistano moltissimi studi, anche dell’Istituto superiore di sanità», scrivono gli ambientalisti, «che attestano la pericolosità ambientale e le ricadute sulla salute umana degli inceneritori, questo aspetto viene assolutamente trascurato, affermandosi che l’impianto non avrà alcun effetto sull’atmosfera e sui terreni circostanti l’impianto. Vale la pena ricordare che lo stesso inceneritore di Brescia, solitamente individuato come impianto di eccellenza dal “partito dell’incenerimento”, sta avendo moltissimi problemi: oltre alla procedura di infrazione perché l’impianto è stato realizzato senza la necessaria valutazione di impatto ambientale, va segnalato che nel dicembre 2007 sono state rintracciate tracce di diossina nel latte di tre allevatori dell’hinterland di Brescia». Il Wwf ribadisce che la corretta gestione dei rifiuti avviene attraverso il riciclo e il recupero di materia. «I fantasiosi nomi che sono stati dati solo in Italia agli inceneritori (termovalorizzatori, termodistruttori) appaiono fuorvianti e palesemente errati dal punto di vista scientifico», continua il Wwf, «la fisica ci insegna che la materia non può essere distrutta, ma solo trasformata e secondo il principio di conservazione della massa tutto ciò che bruciamo lo ritroviamo in parte in forma gassosa (fumi) e in parte solida (ceneri e scorie). E’ poi falso affermare che bruciare i rifiuti equivalga a valorizzarne il contenuto energetico, essendo vero esattamente il contrario: bruciare rifiuti ha poco senso proprio dal punto di vista energetico: con detta pratica si arriva a recuperare unicamente il potere calorifico, pari solo a circa un quarto dell’energia complessiva incorporata nel rifiuto».
martedì 3 febbraio 2009
CONSIDERAZIONI SULL'INCONTRO DEL 18 gennaio 09
Cari amici del cComitato ,,,,cari cittadini ,
volevo soltanto portarvi a riflettere un attimo sulla partecipazione all'incontro informativo pubblico del 18 gennaio scorso .....il dato sconfortante che emerge è che nonostante l'impegno dei componenti del comitato a pubblicizzare l'evento con le locandine affisse nei luoghi pubblici la popolazione di capistrello non ha risposto al nostro appello ,,,,o se lo ha fatto è stato in minima parte .Il problema non è sentito?? la discarica non fa paura perche' la vedono lontana dal loro centro abitato ?? Forse sono veramente convinti che il Comune di Capistrello ne trarra' un vantaggio economico dall'attivazione della nuova megadiscarica ?? Ci hanno confusi per i soliti politicanti che parlano parlano e poi ti fregano?oppure sono proprio i politici locali ad aver dato indicazioni a non partecipare perche'magari sono riusciti a convincerli che il comitato si oppone alla crescita del comune di Capistrello e ostacola il suo sviluppo economico? A voi la risposta cari amici del comitato ,,,vi ricordate quando pochi giorni prima ci preoccupavamo della capienza della sala Ottaviani ??Non avevamo il polso della situazione ,,,,ci sentivamo piu' forti di quello che siamo ....ora sappiamo quale è la realta' dura con quale ci dobbiamo confrontare ,,,saremo capaci di modificarla ? e quali strumenti riteniamo piu' efficaci per far uscire i cittadini dal loro letargo "condizionato" ?? [b]Parliamone ....le elezioni amministrative si avvicinano e non dobbiamo farci trovare impreparati ........saluti
domenico balestra
volevo soltanto portarvi a riflettere un attimo sulla partecipazione all'incontro informativo pubblico del 18 gennaio scorso .....il dato sconfortante che emerge è che nonostante l'impegno dei componenti del comitato a pubblicizzare l'evento con le locandine affisse nei luoghi pubblici la popolazione di capistrello non ha risposto al nostro appello ,,,,o se lo ha fatto è stato in minima parte .Il problema non è sentito?? la discarica non fa paura perche' la vedono lontana dal loro centro abitato ?? Forse sono veramente convinti che il Comune di Capistrello ne trarra' un vantaggio economico dall'attivazione della nuova megadiscarica ?? Ci hanno confusi per i soliti politicanti che parlano parlano e poi ti fregano?oppure sono proprio i politici locali ad aver dato indicazioni a non partecipare perche'magari sono riusciti a convincerli che il comitato si oppone alla crescita del comune di Capistrello e ostacola il suo sviluppo economico? A voi la risposta cari amici del comitato ,,,vi ricordate quando pochi giorni prima ci preoccupavamo della capienza della sala Ottaviani ??Non avevamo il polso della situazione ,,,,ci sentivamo piu' forti di quello che siamo ....ora sappiamo quale è la realta' dura con quale ci dobbiamo confrontare ,,,saremo capaci di modificarla ? e quali strumenti riteniamo piu' efficaci per far uscire i cittadini dal loro letargo "condizionato" ?? [b]Parliamone ....le elezioni amministrative si avvicinano e non dobbiamo farci trovare impreparati ........saluti
domenico balestra
domenica 25 gennaio 2009
Compostaggio dei rifiuti in casa, tariffa ridotta del 10 per cento
Dal quotidiano Il Centro del 25/01/2009
CASOLI. Il Comune abbatte del 10% la tassa sui rifiuti solidi urbani (Tarsu) per chi pratica il compostaggio domestico. La novità è stata introdotta dalla giunta di centrosinistra del sindaco Sergio De Luca (Pd) con una modifica del regolamento sulla tariffa delle immondizie domestiche approvata dal consiglio comunale. L’obiettivo è di ridurre la quantità di rifiuti domestici conferita al servizio di raccolta e al tempo stesso diminuire il tributo a carico degli utenti.
L’agevolazione potrà essere richiesta fino al 31 marzo all’Ufficio gestione del territorio del Comune e sarà valida già dall’anno in corso. Un regolamento comunale prevede le modalità del compostaggio e i metodi con cui i richiedenti devono impegnarsi a smaltire i rifiuti organici e di giardino previsti dalla normativa.
In particolare sono ammessi quattro metodi di compostaggio: composter chiuso (in platica di tipo commerciale o autocostruito), cumulo, bica interrata, cassa in legno e concimaia. I contenitori devono rispondere ai requisiti richiesti dal regolamento. L’agevolazione della Tarsu sarà applicata solo all’abitazione principale del nucleo familiare dell’utente iscritto a ruolo.
Il compostaggio domestico dovrà avvenire su aree private, di proprietà o in disponibilità, pertinenziali o quantomeno adiacenti alla casa per cui si richiede lo sgravio. Il luogo destinato al compostaggio dovrà essere definito e verificabile. Il regolamento prevede attività di controllo e ha anche introdotto una nuova categoria di utenze: quella per le rimesse di macchine e attrezzi agricoli e i magazzini di prodotti agricoli, per la quale sono state rideterminate le tariffe.
Alberto Savelli
CASOLI. Il Comune abbatte del 10% la tassa sui rifiuti solidi urbani (Tarsu) per chi pratica il compostaggio domestico. La novità è stata introdotta dalla giunta di centrosinistra del sindaco Sergio De Luca (Pd) con una modifica del regolamento sulla tariffa delle immondizie domestiche approvata dal consiglio comunale. L’obiettivo è di ridurre la quantità di rifiuti domestici conferita al servizio di raccolta e al tempo stesso diminuire il tributo a carico degli utenti.
L’agevolazione potrà essere richiesta fino al 31 marzo all’Ufficio gestione del territorio del Comune e sarà valida già dall’anno in corso. Un regolamento comunale prevede le modalità del compostaggio e i metodi con cui i richiedenti devono impegnarsi a smaltire i rifiuti organici e di giardino previsti dalla normativa.
In particolare sono ammessi quattro metodi di compostaggio: composter chiuso (in platica di tipo commerciale o autocostruito), cumulo, bica interrata, cassa in legno e concimaia. I contenitori devono rispondere ai requisiti richiesti dal regolamento. L’agevolazione della Tarsu sarà applicata solo all’abitazione principale del nucleo familiare dell’utente iscritto a ruolo.
Il compostaggio domestico dovrà avvenire su aree private, di proprietà o in disponibilità, pertinenziali o quantomeno adiacenti alla casa per cui si richiede lo sgravio. Il luogo destinato al compostaggio dovrà essere definito e verificabile. Il regolamento prevede attività di controllo e ha anche introdotto una nuova categoria di utenze: quella per le rimesse di macchine e attrezzi agricoli e i magazzini di prodotti agricoli, per la quale sono state rideterminate le tariffe.
Alberto Savelli
giovedì 22 gennaio 2009
Cio' che vorremmo succedesse presto nei nostri comuni ,,,
Parte a Giuliano Teatino il progetto "100% compostaggio domestico"
GIULIANO TEATINO. E' partito a Giuliano Teatino il progetto 100% compostaggio domestico, frutto di un accordo di programma stipulato tra la Regione Abruzzo ed il Comune di Giuliano Teatino.
Ad annunciarlo è l'assessore allo Sviluppo Sostenibile Carmine Di Ciano, che ha spiegato che entro pochissimi giorni inizierà a cura dell'amministrazione comunale, la distribuzione gratuita a tutte le famiglie dell' attrezzatura necessaria per il compostaggio.
In contemporanea inizierà la seconda serie di incontri necessari a sensibilizzare ed istruire la popolazione su come svolgere questa pratica in modo corretto.
«Il compostaggio domestico è previsto all' interno di una riorganizzazione totale del servizio di raccolta rifiuti», spiega Di Ciano, «infatti appena avviata questa prima fase si passerà alla
distribuzione a tutte le famiglie dei bidoni per la raccolta differenziata porta a porta».
E sempre l'assessore ha detto chiaramente che il Comune ha degli obiettivi ben precisi: «la riduzione del numero di passaggi, al fine di diminuire notevolmente le emissioni in atmosfera ed i costi di gestione, l'introduzione dal prossimo anno della T.I.A., in modo da poter personalizzare la bolletta di ogni famiglia, attraverso l' identificazione e la quantificazione dei rifiuti prodotti da ciascuna utenza. Sono sicuro», prosegue Di Ciano, «che questo nuovo servizio porterà il cittadino ad avere una responsabilità diretta ed immediata all'interno del ciclo di gestione dei rifiuti, e questo
creerà sicuramente una cultura diversa, consapevole dei consumi».
Numerose sono le iniziative che l'amministrazione comunale ha avviato in questo senso a partire, solo per citarne alcune, dalla redazione del nuovo piano regolatore basato su sviluppo sostenibile e agenda 21, all'installazione di impianti fotovoltaici su edifici pubblici, alla realizzazione di un sistema di alta efficienza energetica sull'intero impianto di pubblica illuminazione.
21/01/2009 12.07
155 letture |
GIULIANO TEATINO. E' partito a Giuliano Teatino il progetto 100% compostaggio domestico, frutto di un accordo di programma stipulato tra la Regione Abruzzo ed il Comune di Giuliano Teatino.
Ad annunciarlo è l'assessore allo Sviluppo Sostenibile Carmine Di Ciano, che ha spiegato che entro pochissimi giorni inizierà a cura dell'amministrazione comunale, la distribuzione gratuita a tutte le famiglie dell' attrezzatura necessaria per il compostaggio.
In contemporanea inizierà la seconda serie di incontri necessari a sensibilizzare ed istruire la popolazione su come svolgere questa pratica in modo corretto.
«Il compostaggio domestico è previsto all' interno di una riorganizzazione totale del servizio di raccolta rifiuti», spiega Di Ciano, «infatti appena avviata questa prima fase si passerà alla
distribuzione a tutte le famiglie dei bidoni per la raccolta differenziata porta a porta».
E sempre l'assessore ha detto chiaramente che il Comune ha degli obiettivi ben precisi: «la riduzione del numero di passaggi, al fine di diminuire notevolmente le emissioni in atmosfera ed i costi di gestione, l'introduzione dal prossimo anno della T.I.A., in modo da poter personalizzare la bolletta di ogni famiglia, attraverso l' identificazione e la quantificazione dei rifiuti prodotti da ciascuna utenza. Sono sicuro», prosegue Di Ciano, «che questo nuovo servizio porterà il cittadino ad avere una responsabilità diretta ed immediata all'interno del ciclo di gestione dei rifiuti, e questo
creerà sicuramente una cultura diversa, consapevole dei consumi».
Numerose sono le iniziative che l'amministrazione comunale ha avviato in questo senso a partire, solo per citarne alcune, dalla redazione del nuovo piano regolatore basato su sviluppo sostenibile e agenda 21, all'installazione di impianti fotovoltaici su edifici pubblici, alla realizzazione di un sistema di alta efficienza energetica sull'intero impianto di pubblica illuminazione.
21/01/2009 12.07
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martedì 20 gennaio 2009
Commenti anonimi sul blog
Avevamo impostato il blog per consentire anche post anonimi, ossia di utenti non registrati, fondamentalmente per lasciare questo spazio completamente aperto al confronto, risparmiando alle persone la procedura della registrazione come passaggio obbligato per poter scrivere. Tutto ciò, nella speranza che, comunque, si avesse avuto il senso civile di lasciare almeno un segno per la propria riconoscibilità, ovviamente pure nel dissenso più radicale rispetto alle iniziative o posizioni del Comitato Piani Palentini. Purtroppo ci eravamo sbagliati, perchè alcuni "visitatori", nascondendosi completamente dietro l'anonimato, hanno lanciato insulti, insinuazioni e contumelie. Siccome è noto che solo gli stolti, privi di qualsiasi intelligenza, devono nascondersi perchè diversamente non saprebbero cosa comunicare pubblicamente, abbiamo preferito ignorare totalmente, evitando così di cadere nella trappola di una apparente sfida: quella che proviene dai poveri di spirito, chiusi nel loro angusto recinto fatto solo di interessi miopi e bassezze morali. Per questo motivo, nella convinzione che non sia affatto pregiudicata la libertà di espressione, non saranno più accettati dal sistema commenti anonimi, bensì solo quelli di utenti che abbiano effettuato la registrazione minima richiesta.
Niente discarica sui Piani Palentini
Dal quotidiano Il Centro 20/01/2009
Duecento cittadini all’assemblea, osservazioni al progetto della Segen e appello alla Regione Comitato civico e Legambiente: puntare sulla differenziata
CAPISTRELLO. «No alla discarica, si alla raccolta differenziata». Questo il coro unanime che si è alzato domenica pomeriggio nella prima assemblea organizzata dal neo nato comitato “Piani Palentini” per dire no alla realizzazione del progetto della mega discarica che dovrebbe sorgere in località Trasolero, nel comune di Capistrello. Oltre duecento persone hanno ascoltato gli interventi dei coordinatori del comitato e del presidente regionale di Legambiente Angelo Di Matteo.
La salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente vengono prima di tutto per i membri del comitato “Piani Palentini”, e per questo hanno deciso di opporsi in tutti i modi alla realizzazione della nuova discarica da 285.000 metri cubi.
Dopo l’approvazione della concessione per lo studio di fattibilità che la Segen, società marsicana che gestisce i rifiuti, dovrebbe condurre per un’eventuale realizzazione della discarica “Trasolero”, gli abitanti dei Piani Palentini hanno deciso di entrare in azione. La prima iniziativa del comitato è stata l’assemblea di domenica alla quale la cittadinanza ha risposto molto bene. In un primo momento i coordinatori e il presidente Di Matteo hanno spiegato il perché del no alla discarica.
«La discarica potrebbe portare troppi danni», ha dichiarato il rappresentante del comitato Francesco Eligi «sia alla salute dei cittadini, sia al paesaggio, sia all’ambiente».
Nella seconda parte dell’incontro il presidente di Legambiente Abruzzo ha spiegato l’alternativa alla discarica: la raccolta differenziata e il riciclaggio dei rifiuti. Nei comuni dove c’è una discarica, infatti, la differenziazione dei rifiuti è meno praticata che nelle altre comunità. Con la raccolta “porta a porta” invece si può rispettare l’ambiente, creare posti di lavoro e risparmiare sulla Tarsu, perché i comuni se si pratica la differenziata non pagano l’ecotassa.
Di Matteo poi, per rispondere ai tanti interrogativi dell’assemblea, ha distribuito un libricino dove compaiono dati e informazioni utili sulla raccolta differenziata nella nostra regione. In Abruzzo, secondo i dati forniti dalle statistiche dell’associazione ambientalista, su 306 sono pochi i comuni che differenziano carta, vetro e plastica. Tra questi quelli marsicani sono agli ultimi posti, Capistrello per esempio è al 290º posto.
Il rappresentante regionale di Legambiente ha poi spiegato che se si scegliesse la strada della differenziata, in soli sei mesi il comune dei Piani Palentini potrebbe passare dall’attuale 4% di materiali differenziati al 60%. Entusiasti per l’ottima riuscita dell’assemblea di domenica pomeriggio, i coordinatori del comitato “Piani Palentini” stanno organizzando altri incontri a Scurcola dei Marsi, Villa San Sebastiano e Tagliacozzo. A breve poi il comitato e Legambiente presenteranno agli Uffici regionali del Via (Valutazione impatto ambientale) le osservazioni sul progetto della discarica di Trasolero.
Eleonora Berardinetti
Duecento cittadini all’assemblea, osservazioni al progetto della Segen e appello alla Regione Comitato civico e Legambiente: puntare sulla differenziata
CAPISTRELLO. «No alla discarica, si alla raccolta differenziata». Questo il coro unanime che si è alzato domenica pomeriggio nella prima assemblea organizzata dal neo nato comitato “Piani Palentini” per dire no alla realizzazione del progetto della mega discarica che dovrebbe sorgere in località Trasolero, nel comune di Capistrello. Oltre duecento persone hanno ascoltato gli interventi dei coordinatori del comitato e del presidente regionale di Legambiente Angelo Di Matteo.
La salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente vengono prima di tutto per i membri del comitato “Piani Palentini”, e per questo hanno deciso di opporsi in tutti i modi alla realizzazione della nuova discarica da 285.000 metri cubi.
Dopo l’approvazione della concessione per lo studio di fattibilità che la Segen, società marsicana che gestisce i rifiuti, dovrebbe condurre per un’eventuale realizzazione della discarica “Trasolero”, gli abitanti dei Piani Palentini hanno deciso di entrare in azione. La prima iniziativa del comitato è stata l’assemblea di domenica alla quale la cittadinanza ha risposto molto bene. In un primo momento i coordinatori e il presidente Di Matteo hanno spiegato il perché del no alla discarica.
«La discarica potrebbe portare troppi danni», ha dichiarato il rappresentante del comitato Francesco Eligi «sia alla salute dei cittadini, sia al paesaggio, sia all’ambiente».
Nella seconda parte dell’incontro il presidente di Legambiente Abruzzo ha spiegato l’alternativa alla discarica: la raccolta differenziata e il riciclaggio dei rifiuti. Nei comuni dove c’è una discarica, infatti, la differenziazione dei rifiuti è meno praticata che nelle altre comunità. Con la raccolta “porta a porta” invece si può rispettare l’ambiente, creare posti di lavoro e risparmiare sulla Tarsu, perché i comuni se si pratica la differenziata non pagano l’ecotassa.
Di Matteo poi, per rispondere ai tanti interrogativi dell’assemblea, ha distribuito un libricino dove compaiono dati e informazioni utili sulla raccolta differenziata nella nostra regione. In Abruzzo, secondo i dati forniti dalle statistiche dell’associazione ambientalista, su 306 sono pochi i comuni che differenziano carta, vetro e plastica. Tra questi quelli marsicani sono agli ultimi posti, Capistrello per esempio è al 290º posto.
Il rappresentante regionale di Legambiente ha poi spiegato che se si scegliesse la strada della differenziata, in soli sei mesi il comune dei Piani Palentini potrebbe passare dall’attuale 4% di materiali differenziati al 60%. Entusiasti per l’ottima riuscita dell’assemblea di domenica pomeriggio, i coordinatori del comitato “Piani Palentini” stanno organizzando altri incontri a Scurcola dei Marsi, Villa San Sebastiano e Tagliacozzo. A breve poi il comitato e Legambiente presenteranno agli Uffici regionali del Via (Valutazione impatto ambientale) le osservazioni sul progetto della discarica di Trasolero.
Eleonora Berardinetti
mercoledì 14 gennaio 2009
Sull'assemblea del 18 gennaio 2009
Dal quotidiano il Centro del 14/01/2009:
CAPISTRELLO. Domenica di lavoro per gli ambientalisti di Corcumello. Domenica 18 gennaio, alle ore 17.30, il responsabile del neo comitato “Piani Palentini” ha organizzato un’assemblea per illustrare e approfondire il progetto di megadiscarica che dovrebbe sorgere in località “Trasolero” di Corcumello, frazione di Capistrello.
Il progetto è ancora in fase di approvazione e per questo i rappresentanti del comitato hanno voluto incontrare i cittadini ed analizzare, insieme a dei specialisti, i vari problemi che la discarica potrebbe creare. In particolare verranno sottolineate le potenziali ricadute per quanto riguarda la salute pubblica e l’inquinamento ambientale.
Oltre ai vertici del comitato saranno presenti all’incontro anche l’assessore della Provincia dell’Aquila con delega all’ambiente Michele Fina e il segretario regionale di Legambiente Abruzzo Angelo Di Matteo. Durante l’assemblea, che si terrà nella sala “Ottaviani” della parrocchia di San Giuseppe a Corcumello, verranno presentate le azioni messe in atto dal comitato “Piani Palentini”, finalizzate a contenere l’ampliamento della discarica e l’individuazione di eventuali soluzioni alternative.
Gli esperti e i componenti del comitato, alla fine degli interventi, saranno a disposizione per un “question time” durante il quale i cittadini potranno chiedere chiarimenti. Il comitato di cittadini da poco formatosi vuole tutelare gli interessi della comunità interessate dalla realizzazione della discarica di Trasolero, e seguire passo passo tutte le fasi che porteranno all’apertura dell’impianto. (e.b.)
CAPISTRELLO. Domenica di lavoro per gli ambientalisti di Corcumello. Domenica 18 gennaio, alle ore 17.30, il responsabile del neo comitato “Piani Palentini” ha organizzato un’assemblea per illustrare e approfondire il progetto di megadiscarica che dovrebbe sorgere in località “Trasolero” di Corcumello, frazione di Capistrello.
Il progetto è ancora in fase di approvazione e per questo i rappresentanti del comitato hanno voluto incontrare i cittadini ed analizzare, insieme a dei specialisti, i vari problemi che la discarica potrebbe creare. In particolare verranno sottolineate le potenziali ricadute per quanto riguarda la salute pubblica e l’inquinamento ambientale.
Oltre ai vertici del comitato saranno presenti all’incontro anche l’assessore della Provincia dell’Aquila con delega all’ambiente Michele Fina e il segretario regionale di Legambiente Abruzzo Angelo Di Matteo. Durante l’assemblea, che si terrà nella sala “Ottaviani” della parrocchia di San Giuseppe a Corcumello, verranno presentate le azioni messe in atto dal comitato “Piani Palentini”, finalizzate a contenere l’ampliamento della discarica e l’individuazione di eventuali soluzioni alternative.
Gli esperti e i componenti del comitato, alla fine degli interventi, saranno a disposizione per un “question time” durante il quale i cittadini potranno chiedere chiarimenti. Il comitato di cittadini da poco formatosi vuole tutelare gli interessi della comunità interessate dalla realizzazione della discarica di Trasolero, e seguire passo passo tutte le fasi che porteranno all’apertura dell’impianto. (e.b.)
domenica 4 gennaio 2009
Il Centro 4/1/2009: "Impianto rifiuti, Paganica in allarme"
Presentato un progetto da realizzare in zona Aquilentro
di Giustino Parisse
L’AQUILA. Undici anni fa fu monte Manicola. Oggi potrebbe essere “Aquilentro”. Il “fantasma” dell’impianto rifiuti continua ad aggirarsi intorno a Paganica. La notizia è che una ditta con sede legale a Barisciano ha inoltrato a metà dicembre una richiesta agli enti competenti (Regione per prima), per una struttura in cui smaltire “rifiuti speciali non pericolosi”.
A lanciare l’allarme e a dire no a un impianto rifiuti ad Aquilentro (una zona nei pressi di Paganica, vicino alle ex cave Teges e a un paio di chilometri in linea d’aria da monte Manicola che nel 1998 doveva diventare sede di una discarica) è il consigliere provinciale (eletto nel Pd oggi nell’Italia di Valori) Domenico Leone che nel 1998 fu uno dei “capi” del comitato antidiscarica che dopo una battaglia durata mesi scongiurò la realizzazione dell’impianto a Monte Manicola.
Domenico Leone ieri ha diffuso alla stampa una lettera che è indirizzata al Comune e al consiglio di circoscrizione di Paganica in cui scrive: «Si è appreso che è stata presentata da parte di una ditta richiesta di autorizzazione regionale per la gestione di un impianto di trattamento di rifiuti da realizzarsi nella zona di Aquilentro. Sorprende come, ad oggi, una richiesta di tale tenore possa essere avanzata in dispregio della vocazione agricola intensiva della zona, quando, in adiacenza e nei comuni limitrofi a quello dell’Aquila, esistono un nucleo ed aree industriali che sono stati delineati proprio per accogliere attività produttive di ogni genere (nonostante la destinazione che attualmente va più in voga sembri essere quella commerciale, più che industriale). Sorprende, altresì, che possa essere stata individuata una zona quale quella di Aquilentro (letteralmente “dentro l’acqua”) da tecnici d’ingegneria che dovrebbero possedere una discreta conoscenza delle valenze del nostro territorio, in particolare di questa zona che è attraversata dal Vera e per la quale è stata depositata, da un anno, presso gli Uffici Regionali per l’Agricoltura, una proposta progettuale per la realizzazione di un invaso destinato alla raccolta delle acque a scopo agricolo, in maniera da sopperire alla secolare grave carenza idrica estiva. La richiesta di autorizzazione all’installazione di un impianto di gestione rifiuti in località Aquilentro, se accolta, rappresenta un ulteriore danno al nostro territorio che già ha visto in passato attacchi di tale natura. Si chiede che tutti gli Enti coinvolti nella valutazione di tale richiesta tengano conto, insieme alle norme ambientali, di quelle che sono le preziose peculiarità del nostro territorio e dell’intenzione già espressa dalla collettività di valorizzarlo».
L’assessore comunale all’ambiente, Alfredo Moroni ha promesso «una immediata verifica dello stato della pratica» da parte dei suoi uffici per valutare eventuali iniziative da parte dell’amministrazione comunale.
di Giustino Parisse
L’AQUILA. Undici anni fa fu monte Manicola. Oggi potrebbe essere “Aquilentro”. Il “fantasma” dell’impianto rifiuti continua ad aggirarsi intorno a Paganica. La notizia è che una ditta con sede legale a Barisciano ha inoltrato a metà dicembre una richiesta agli enti competenti (Regione per prima), per una struttura in cui smaltire “rifiuti speciali non pericolosi”.
A lanciare l’allarme e a dire no a un impianto rifiuti ad Aquilentro (una zona nei pressi di Paganica, vicino alle ex cave Teges e a un paio di chilometri in linea d’aria da monte Manicola che nel 1998 doveva diventare sede di una discarica) è il consigliere provinciale (eletto nel Pd oggi nell’Italia di Valori) Domenico Leone che nel 1998 fu uno dei “capi” del comitato antidiscarica che dopo una battaglia durata mesi scongiurò la realizzazione dell’impianto a Monte Manicola.
Domenico Leone ieri ha diffuso alla stampa una lettera che è indirizzata al Comune e al consiglio di circoscrizione di Paganica in cui scrive: «Si è appreso che è stata presentata da parte di una ditta richiesta di autorizzazione regionale per la gestione di un impianto di trattamento di rifiuti da realizzarsi nella zona di Aquilentro. Sorprende come, ad oggi, una richiesta di tale tenore possa essere avanzata in dispregio della vocazione agricola intensiva della zona, quando, in adiacenza e nei comuni limitrofi a quello dell’Aquila, esistono un nucleo ed aree industriali che sono stati delineati proprio per accogliere attività produttive di ogni genere (nonostante la destinazione che attualmente va più in voga sembri essere quella commerciale, più che industriale). Sorprende, altresì, che possa essere stata individuata una zona quale quella di Aquilentro (letteralmente “dentro l’acqua”) da tecnici d’ingegneria che dovrebbero possedere una discreta conoscenza delle valenze del nostro territorio, in particolare di questa zona che è attraversata dal Vera e per la quale è stata depositata, da un anno, presso gli Uffici Regionali per l’Agricoltura, una proposta progettuale per la realizzazione di un invaso destinato alla raccolta delle acque a scopo agricolo, in maniera da sopperire alla secolare grave carenza idrica estiva. La richiesta di autorizzazione all’installazione di un impianto di gestione rifiuti in località Aquilentro, se accolta, rappresenta un ulteriore danno al nostro territorio che già ha visto in passato attacchi di tale natura. Si chiede che tutti gli Enti coinvolti nella valutazione di tale richiesta tengano conto, insieme alle norme ambientali, di quelle che sono le preziose peculiarità del nostro territorio e dell’intenzione già espressa dalla collettività di valorizzarlo».
L’assessore comunale all’ambiente, Alfredo Moroni ha promesso «una immediata verifica dello stato della pratica» da parte dei suoi uffici per valutare eventuali iniziative da parte dell’amministrazione comunale.
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