Differenziazione dei rifiuti: al via dal 1 marzo a Scurcola Marsicana
Scurcola Marsicana. Bidoncini colorati per differenziare i rifiuti e avviarsi così verso il reciclaggio. Partirà il 1 marzo la raccolta differenziata dei rifiuti con il sistema porta a porta a Scurcola Marsicana. L'iniziativa, che coinvolgerà 1700 utenti, porterà man mano all'eliminazione dei cassonetti ai margini delle strade che deturpano l'ambiente. L'inizio della raccolta differenziata sarà anticipato da campagna d'informazione che inizierà domenica 1 marzo nelle principali piazze del paese durante la quale verrà distribuito il materiale necessario per differenziare: schede informative, bidoncini colorati e buste.
"Nel giro di poco tempo Scurcola Marsicana, uno dei primi paesi della Marsica ad avviare questo tipo di servizio, raggiungerà gli obiettivi fissati dalla legge regionale sui rifiuti," ha spiegato il Sindaco di Scurcola dei Marsi Vincenzo Nuccetelli "Con un sensibile abbattimento dei costi di smaltimento e di ecotassa che compenseranno, in un primo tempo i maggiori costi dell'iniziativa. Attualmente la raccolta differenziata non supera la quota del 6% per cento, entro fine 2009 dovremmo invece raggiungere almeno il 50% per cento, anche perché il nostro territorio ha tutte le caratteristiche e le potenzialità per farcela". Prima di gettare un rifiuto ogni cittadino dovrà dividerlo a seconda della tipologia a cui appartiene: carta, vetro e lattine, plastica, pile e farmaci, organico secco o indifferenziato. Secondo un calendario bene preciso, che verrà poi distribuito a tutti i cittadini, i responsabili del servizio ritireranno i rifiuti direttamente a domicilio. "Sono circa 1700 le utenze interessate che nei prossimi giorni riceveranno tutte le informazioni utili sulla nuova modalità di raccolta dei rifiuti" ha continuato il sindaco "L'avvio della raccolta porta a porta, promossa dal Comune e dalla Tekneko S.r.l., società già affidataria del servizio, entrerà a regime con gradualità". Nell'Ufficio Tecnico sarà poi aperto un punto di informazioni e di smistamento per la distribuzione del materiale informativo e dei bidoncini.
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martedì 24 febbraio 2009
giovedì 22 gennaio 2009
Cio' che vorremmo succedesse presto nei nostri comuni ,,,
Parte a Giuliano Teatino il progetto "100% compostaggio domestico"
GIULIANO TEATINO. E' partito a Giuliano Teatino il progetto 100% compostaggio domestico, frutto di un accordo di programma stipulato tra la Regione Abruzzo ed il Comune di Giuliano Teatino.
Ad annunciarlo è l'assessore allo Sviluppo Sostenibile Carmine Di Ciano, che ha spiegato che entro pochissimi giorni inizierà a cura dell'amministrazione comunale, la distribuzione gratuita a tutte le famiglie dell' attrezzatura necessaria per il compostaggio.
In contemporanea inizierà la seconda serie di incontri necessari a sensibilizzare ed istruire la popolazione su come svolgere questa pratica in modo corretto.
«Il compostaggio domestico è previsto all' interno di una riorganizzazione totale del servizio di raccolta rifiuti», spiega Di Ciano, «infatti appena avviata questa prima fase si passerà alla
distribuzione a tutte le famiglie dei bidoni per la raccolta differenziata porta a porta».
E sempre l'assessore ha detto chiaramente che il Comune ha degli obiettivi ben precisi: «la riduzione del numero di passaggi, al fine di diminuire notevolmente le emissioni in atmosfera ed i costi di gestione, l'introduzione dal prossimo anno della T.I.A., in modo da poter personalizzare la bolletta di ogni famiglia, attraverso l' identificazione e la quantificazione dei rifiuti prodotti da ciascuna utenza. Sono sicuro», prosegue Di Ciano, «che questo nuovo servizio porterà il cittadino ad avere una responsabilità diretta ed immediata all'interno del ciclo di gestione dei rifiuti, e questo
creerà sicuramente una cultura diversa, consapevole dei consumi».
Numerose sono le iniziative che l'amministrazione comunale ha avviato in questo senso a partire, solo per citarne alcune, dalla redazione del nuovo piano regolatore basato su sviluppo sostenibile e agenda 21, all'installazione di impianti fotovoltaici su edifici pubblici, alla realizzazione di un sistema di alta efficienza energetica sull'intero impianto di pubblica illuminazione.
21/01/2009 12.07
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GIULIANO TEATINO. E' partito a Giuliano Teatino il progetto 100% compostaggio domestico, frutto di un accordo di programma stipulato tra la Regione Abruzzo ed il Comune di Giuliano Teatino.
Ad annunciarlo è l'assessore allo Sviluppo Sostenibile Carmine Di Ciano, che ha spiegato che entro pochissimi giorni inizierà a cura dell'amministrazione comunale, la distribuzione gratuita a tutte le famiglie dell' attrezzatura necessaria per il compostaggio.
In contemporanea inizierà la seconda serie di incontri necessari a sensibilizzare ed istruire la popolazione su come svolgere questa pratica in modo corretto.
«Il compostaggio domestico è previsto all' interno di una riorganizzazione totale del servizio di raccolta rifiuti», spiega Di Ciano, «infatti appena avviata questa prima fase si passerà alla
distribuzione a tutte le famiglie dei bidoni per la raccolta differenziata porta a porta».
E sempre l'assessore ha detto chiaramente che il Comune ha degli obiettivi ben precisi: «la riduzione del numero di passaggi, al fine di diminuire notevolmente le emissioni in atmosfera ed i costi di gestione, l'introduzione dal prossimo anno della T.I.A., in modo da poter personalizzare la bolletta di ogni famiglia, attraverso l' identificazione e la quantificazione dei rifiuti prodotti da ciascuna utenza. Sono sicuro», prosegue Di Ciano, «che questo nuovo servizio porterà il cittadino ad avere una responsabilità diretta ed immediata all'interno del ciclo di gestione dei rifiuti, e questo
creerà sicuramente una cultura diversa, consapevole dei consumi».
Numerose sono le iniziative che l'amministrazione comunale ha avviato in questo senso a partire, solo per citarne alcune, dalla redazione del nuovo piano regolatore basato su sviluppo sostenibile e agenda 21, all'installazione di impianti fotovoltaici su edifici pubblici, alla realizzazione di un sistema di alta efficienza energetica sull'intero impianto di pubblica illuminazione.
21/01/2009 12.07
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giovedì 25 dicembre 2008
Lo stato delle cose ,,,,,
ABRUZZO. Presentati a Pescara i dati su produzione di pattume, raccolta differenziata e stato delle discariche di tutta la regione.
Scende in Abruzzo la produzione di rifiuti urbani e cresce la raccolta differenziata. Ma se non si realizzeranno nuovi impianti, l’autosufficienza delle discariche attualmente in esercizio sul territorio regionale potrebbe esaurirsi entro un paio di anni.
E’ il quadro tracciato dai dati della Sezione regionale del Catasto dei Rifiuti, che ha sede presso l’ARTA Abruzzo (Agenzia Regionale per la Tutela dell’Ambiente) e, grazie al supporto dell’Osservatorio regionale dei rifiuti, raccoglie dal 2002 le informazioni relative alla produzione, gestione, smaltimento e recupero dei rifiuti, utili ad enti pubblici e utenti privati.
Il rapporto annuale è stato presentato in anteprima all’edizione 2008 della fiera “Ecomondo” di Rimini ed è stato illustrato stamani in conferenza stampa dal direttore generale Gaetano Basti e dal curatore, l’ingegner Marco Giansante.
Il primo dato che salta all’occhio è che nel 2007 la massa dei rifiuti urbani prodotta in Abruzzo ammonta a 700mila tonnellate, mostrando un decremento dello 0,9% rispetto al 2006.
Ad incidere sul calo è stata la provincia di Teramo, dove la produzione di pattume è scesa da 180mila a 170mila tonnellate annue, mentre nel Pescarese, nel Chietino e nell’Aquilano è salita rispettivamente del 3,2%, dello 0,1% e del 2,80%.
LA PRODUZIONE PRO CAPITE E LA DIFFERENZIATA
Stesso trend ha registrato la produzione regionale pro capite, scesa in un anno di 4 chilogrammi (da 534 nel 2006 a 530 nel 2007): nel Teramano si è passati da 600 chilogrammi nel 2006 a 555, con una riduzione media di 45 chilogrammi per abitante all’anno; nelle altre province, invece, c’è stato un aumento, pari a 3,42 chilogrammi per Chieti, 16,36 per l’Aquila e 16,66 per Pescara.
In Abruzzo l’anno scorso la differenziata ha superato di poco 130mila tonnellate, pari al 18,74% della produzione totale dei rifiuti urbani, con una crescita rispetto all’anno precedente di 7 punti percentuali (dall’11,2%).
L’incremento rilevato, che in termini assoluti è superiore a 55mila tonnellate, non consente ancora di raggiungere l’obiettivo del 25% fissato per il 2001 a livello nazionale, quello del 35% per il 2006 e del 45% per il 2008.
Siamo tra l’altro ancora lontani dal 40% previsto dal Piano regionale di gestione dei rifiuti per l’eventuale ricorso alla termovalorizzazione. Analizzando il dato per provincia, quella di Teramo è la più virtuosa, con il 29,7%, mentre quelle di Pescara e Chieti si attestano intorno al 19%. Ancora più indietro l’Aquilano, con il 9,2%.
LE DISCARICHE
Le discariche continuano ad essere la modalità di gestione dei rifiuti più utilizzata, in linea con il Sud Italia (in Puglia e Sicilia vi finisce il 90% dei rifiuti, mentre in Lombardia solo il 15%).
Nel 2007 in Abruzzo la quota di rifiuti avviata allo smaltimento in discarica è stata 80,4%, pari a 556mila tonnellate, mentre quella sottoposta a trattamento biologico per la produzione di compost è stata pari al 10% e il restante 9,6% degli scarti è stato recuperato come materia prima.
Nel periodo 2004-2008 il numero delle discariche per rifiuti non pericolosi attive sul territorio regionale - non ve ne sono di rifiuti pericolosi - è sceso sensibilmente da 37 a 14 (dato al 31 agosto 2008).
Attualmente sono presenti una sola discarica in esercizio nel Pescarese (Spoltore, con 235mila metri cubi residui), una in provincia di Teramo (Notaresco, con 1000 mc residui), 3 nel territorio teatino (Lanciano, Cupello e Chieti, per un totale di 817mila mc residui) e 9 nell’Aquilano (Sulmona, con 300mila mc residui più 100mila in altre piccole discariche). Complessivamente, al 31 agosto 2008, in Abruzzo si ha una volumetria residua pari a 1,5 milioni di mc.
Diversa è la situazione a livello di Ato (Ambiti Territoriali Ottimali), che in regione sono 4: quello di Teramo, con tutti i 47 centri della provincia; quello di Pescara-Chieti (Ato 2), con 67 paesi che comprendono i 46 Comuni del Pescarese e l’area metropolitana; quello che include Lanciano, Ortona e Vasto, con 83 Comuni; infine, quello dell'Aquila, con 108 consorziati. Mentre sono in attesa di autorizzazione 2 discariche in provincia di Pescara (Collecorvino e Pianella), per oltre 500mila mc, e sono previsti nel Piano regionale dei rifiuti ampliamenti per i siti di Lanciano, Chieti e Fara Filiorum Petri, che se realizzate in tempi brevi assicurerebbero tranquillità almeno per i prossimi anni, preoccupano le situazioni degli Ato aquilano e teramano: nel primo caso, conferire i rifiuti nella sola discarica di Sulmona non è conveniente dal punto di vista economico a causa della vastità del territorio (sono finora tramontati progetti di nuovi siti a Gioia dei Marsi, Avezzano e Capistrello); nel Teramano, invece, la discarica di Notaresco è ormai giunta a saturazione, alcuni interventi di ampliamento attendono l’autorizzazione e nel frattempo non si prevede a breve l’entrata in funzione di nuovi siti.
23/12/2008 12.33
Scende in Abruzzo la produzione di rifiuti urbani e cresce la raccolta differenziata. Ma se non si realizzeranno nuovi impianti, l’autosufficienza delle discariche attualmente in esercizio sul territorio regionale potrebbe esaurirsi entro un paio di anni.
E’ il quadro tracciato dai dati della Sezione regionale del Catasto dei Rifiuti, che ha sede presso l’ARTA Abruzzo (Agenzia Regionale per la Tutela dell’Ambiente) e, grazie al supporto dell’Osservatorio regionale dei rifiuti, raccoglie dal 2002 le informazioni relative alla produzione, gestione, smaltimento e recupero dei rifiuti, utili ad enti pubblici e utenti privati.
Il rapporto annuale è stato presentato in anteprima all’edizione 2008 della fiera “Ecomondo” di Rimini ed è stato illustrato stamani in conferenza stampa dal direttore generale Gaetano Basti e dal curatore, l’ingegner Marco Giansante.
Il primo dato che salta all’occhio è che nel 2007 la massa dei rifiuti urbani prodotta in Abruzzo ammonta a 700mila tonnellate, mostrando un decremento dello 0,9% rispetto al 2006.
Ad incidere sul calo è stata la provincia di Teramo, dove la produzione di pattume è scesa da 180mila a 170mila tonnellate annue, mentre nel Pescarese, nel Chietino e nell’Aquilano è salita rispettivamente del 3,2%, dello 0,1% e del 2,80%.
LA PRODUZIONE PRO CAPITE E LA DIFFERENZIATA
Stesso trend ha registrato la produzione regionale pro capite, scesa in un anno di 4 chilogrammi (da 534 nel 2006 a 530 nel 2007): nel Teramano si è passati da 600 chilogrammi nel 2006 a 555, con una riduzione media di 45 chilogrammi per abitante all’anno; nelle altre province, invece, c’è stato un aumento, pari a 3,42 chilogrammi per Chieti, 16,36 per l’Aquila e 16,66 per Pescara.
In Abruzzo l’anno scorso la differenziata ha superato di poco 130mila tonnellate, pari al 18,74% della produzione totale dei rifiuti urbani, con una crescita rispetto all’anno precedente di 7 punti percentuali (dall’11,2%).
L’incremento rilevato, che in termini assoluti è superiore a 55mila tonnellate, non consente ancora di raggiungere l’obiettivo del 25% fissato per il 2001 a livello nazionale, quello del 35% per il 2006 e del 45% per il 2008.
Siamo tra l’altro ancora lontani dal 40% previsto dal Piano regionale di gestione dei rifiuti per l’eventuale ricorso alla termovalorizzazione. Analizzando il dato per provincia, quella di Teramo è la più virtuosa, con il 29,7%, mentre quelle di Pescara e Chieti si attestano intorno al 19%. Ancora più indietro l’Aquilano, con il 9,2%.
LE DISCARICHE
Le discariche continuano ad essere la modalità di gestione dei rifiuti più utilizzata, in linea con il Sud Italia (in Puglia e Sicilia vi finisce il 90% dei rifiuti, mentre in Lombardia solo il 15%).
Nel 2007 in Abruzzo la quota di rifiuti avviata allo smaltimento in discarica è stata 80,4%, pari a 556mila tonnellate, mentre quella sottoposta a trattamento biologico per la produzione di compost è stata pari al 10% e il restante 9,6% degli scarti è stato recuperato come materia prima.
Nel periodo 2004-2008 il numero delle discariche per rifiuti non pericolosi attive sul territorio regionale - non ve ne sono di rifiuti pericolosi - è sceso sensibilmente da 37 a 14 (dato al 31 agosto 2008).
Attualmente sono presenti una sola discarica in esercizio nel Pescarese (Spoltore, con 235mila metri cubi residui), una in provincia di Teramo (Notaresco, con 1000 mc residui), 3 nel territorio teatino (Lanciano, Cupello e Chieti, per un totale di 817mila mc residui) e 9 nell’Aquilano (Sulmona, con 300mila mc residui più 100mila in altre piccole discariche). Complessivamente, al 31 agosto 2008, in Abruzzo si ha una volumetria residua pari a 1,5 milioni di mc.
Diversa è la situazione a livello di Ato (Ambiti Territoriali Ottimali), che in regione sono 4: quello di Teramo, con tutti i 47 centri della provincia; quello di Pescara-Chieti (Ato 2), con 67 paesi che comprendono i 46 Comuni del Pescarese e l’area metropolitana; quello che include Lanciano, Ortona e Vasto, con 83 Comuni; infine, quello dell'Aquila, con 108 consorziati. Mentre sono in attesa di autorizzazione 2 discariche in provincia di Pescara (Collecorvino e Pianella), per oltre 500mila mc, e sono previsti nel Piano regionale dei rifiuti ampliamenti per i siti di Lanciano, Chieti e Fara Filiorum Petri, che se realizzate in tempi brevi assicurerebbero tranquillità almeno per i prossimi anni, preoccupano le situazioni degli Ato aquilano e teramano: nel primo caso, conferire i rifiuti nella sola discarica di Sulmona non è conveniente dal punto di vista economico a causa della vastità del territorio (sono finora tramontati progetti di nuovi siti a Gioia dei Marsi, Avezzano e Capistrello); nel Teramano, invece, la discarica di Notaresco è ormai giunta a saturazione, alcuni interventi di ampliamento attendono l’autorizzazione e nel frattempo non si prevede a breve l’entrata in funzione di nuovi siti.
23/12/2008 12.33
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